“Non chiudiamo le porte alla loro speranza”. Così Papa Francesco dopo la recita dell’Angelus, in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Il Pontefice ha ricordato il tema di quest’anno della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato “Verso un noi sempre più grande”.
“E’ necessario camminare insieme – ha detto – senza pregiudizi, senza paure, ponendosi accanto a chi è più vulnerabile: migranti, rifugiati, sfollati, vittime della tratta e abbandonati. Siamo chiamati a costruire un mondo sempre più inclusivo che non escluda nessuno”. Francesco ha ringraziato per “l’impegno generoso” tutti coloro che si adoperano per i migranti e i rifugiati: “Mi unisco a quanti, nelle varie parti del mondo, stanno celebrando questa Giornata; saluto i fedeli riuniti a Loreto per l’iniziativa della Conferenza Episcopale Italiana in favore dei migranti e dei rifugiati. Saluto e ringrazio le diverse comunità etniche presenti qui in piazza con le loro bandiere; saluto i rappresentanti del progetto ‘Apri’ della Caritas Italiana; come pure l’Ufficio Migrantes della Diocesi di Roma e il Centro Astalli”.
Il Papa ha infine invitato tutti i fedeli presenti ad avvicinarsi al monumento in bronzo in piazza San Pietro: la barca con i migranti del canadese Timothy Schmalz che raffigura un barcone con numerosi migranti di varie provenienze e periodi storici. “E prima di lasciare la piazza, vi invito a avvicinarvi a quel monumento là – dove c’è il cardinal Czerny –, e a soffermarvi sullo sguardo di quelle persone e a cogliere in quello sguardo la speranza che oggi ha ogni migrante di ricominciare a vivere. Andate là, vedete quel monumento. Non chiudiamo le porte alla loro speranza”. (Agi)
