Iniziano a esserci i primi dettagli scritti nero su bianco riguardante la riforma fiscale. I cambiamenti, tuttavia, si vedranno nel lungo periodo, a partire dalla Legge di Bilancio 2022 per entrare pienamente in vigore nel 2023.
Per ora le ipotesi allo studio prevedono il taglio dell’IRAP e del terzo scaglione IRPEF. Si continua a lavorare anche sulla riforma del catasto.
Nel 2021 c’è stata una crescita pari al 6%: in questo modo si può contare su circa 22 miliardi di extradeficit e su un tesoretto da 4,3 miliardi proveniente dalla lotta all’evasione, che sarà iscritto nel Fondo speciale.
La legge delega sulla riforma del Fisco, attesa da luglio, dovrebbe arrivare durante la prima settimana di ottobre.
Secondo il Corriere della Sera però si tratterà di un provvedimento che fissa solo in generale i principi da seguire.
Lo step successivo prevede l’approvazione da parte del Parlamento. A questo punto torna in gioco il Governo, che dovrà declinare le misure previste nei relativi decreti attuativi. A loro volta, i decreti dovranno ottenere l’approvazione del Parlamento.
L’iter quindi è ancora lungo. Anche per questo lo stesso Presidente del Consiglio Draghi ha dichiarato che è ancora presto per dire quanto verrà stanziato con la Legge di Bilancio, e di conseguenza quantificare, numeri alla mano, la riduzione delle tasse.
L’intervento sull’IRPEF è tra i più attesi. L’obiettivo è quello di rimodulare le aliquote, avvicinandole a quelle del primo scaglione IRPEF al 23%.
Attualmente le aliquote IRPEF e i relativi scaglioni sono queste:
| SCAGLIONI IRPEF 2021 | REDDITO | ALIQUOTE IRPEF 2021 |
|---|---|---|
| 1° scaglione | 0-15 mila euro | 23% |
| 2° scaglione | 15.001 euro-28 mila euro | 27% |
| 3° scaglione | 28.001 euro-55 mila euro | 38% |
| 4° scaglione | 55.001 euro-75 mila euro | 41% |
| 5° scaglione | oltre 75 mila euro | 43% |
Nello specifico, l’obiettivo è quello di intervenire sul terzo scaglione (quello dei redditi tra i 28 e i 35.000 euro annui), provando a ridurre l’aliquota che attualmente è al 38%, con un salto di ben 11 punti percentuali rispetto allo scaglione precedente.
Secondo le stime attuali, il costo per l’intervento ammonterebbe a 3 miliardi.
Per imprese e professionisti, invece, è previsto un taglio dell’IRAP, mentre non cambierebbe nulla per le società che versano l’IRES, poiché resterebbe sotto forma di addizionale.
Tra le ipotesi allo studio c’è anche, in alternativa, il taglio del CUAF, il contributo unico sugli assegni familiari.
Durante la conferenza stampa del 29 settembre, Draghi ha annunciato che il Governo ha intenzione di riformare il catasto mantenendo come obiettivo quella trasparenza e senza cambiare il carico fiscale:
“Tutti pagheranno la stessa cosa quanto prima. Nessuno pagherà di più, nessuno di meno. Per fare questo aspetto di trasparenza ci vogliono anni.”
La riforma prevederebbe la rideterminazione delle destinazioni d’uso dei vari immobili, distinguendoli tra ordinari e speciali, con una categoria a parte per gli edifici coperti dai beni culturali. (Money.it)
