Niente nuove tasse sulla casa e nessuna patrimoniale, perché l’Italia è uscita da una crisi drammatica da poco tempo e anche perché prima della pandemia la crescita aveva un ritmo bassissimo, molto lontano da quel +2,2% trimestrale che ha raggiunto nel 2021. Mario Draghi, nella conferenza stampa al termine del Vertice UE-Balcani occidentali che si è tenuto a Brdo, in Slovenia, ha risposto così allo strappo di Matteo Salvini, leader della Lega sempre più alla testa del movimento No Tax dopo avere disertato la riunione del consiglio dei ministri che ieri ha approvato le delega per la riforma fiscale. Draghi ha negato che l’esecutivo corra rischi di crisi e ha aggiunto: “Il governo non segue il calendario elettorale”. Il premier ha aggiunto che non c’è alcun aumento delle imposte e delle tasse in vista e ha precisato che la riforma del catasto è uno strumento tecnico che consentirà di fare trasparenza e permetterà nel futuro a chi governerà di prendere decisioni di politica fiscale basate su dati attendibili e non stabiliti a caso. “Non sono previsti interventi di alcun tipo prima del 2026”, ha spiegato Draghi.
In mattinata, mentre il premier artecipava ai lavori ion Slovenia, c’era stato l’ennesimo battibecco tra Salvini e il segretario Del Pd Enrico Letta sulla mancata partecipazione dei ministri leghisti alal riun ione del consiglio dei ministri.”Noi al governo ci siamo e ci rimaniamo, si rassegnino Letta e Conte, ma certo non per aumentare l’Imu e le tasse sulla casa, possibilità prevista al comma 2 dell`articolo 7 della Delega Fiscale approvata ieri dal governo, senza ovviamente il voto della Lega”. Il leader della Lega non arretra e anche oggi mantiene il punto, anche se prova a rassicurare sulla tenuta del governo. La tensione nel Governo resta dunque alta. I ministri della Lega, infatti, ieri hanno disertato il Consiglio dei ministri che ha approvato la delega fiscale, spiegando che non sono disposti a dare una delega in bianco al governo su un tema come quello delle tasse. Nel corso della conferenza stampa al termine del Cdm, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha sottolineato che l’assenza dei ministri della Lega “ce la spiegherà l’onorevole Salvini oggi, domani. Ma gli scambi avvenuti nei giorni passati in cabina di regia, in varie conversazioni, avevano dato informazioni sufficienti a valutare il contenuto di questa legge delega, che è molto generale. E’ una scatola che si ispira a certi principi che ritengo siano condivisi ampiamente anche dalla Lega”. Draghi ha poi minimizzato i contrasti emersi, spiegando che all’interno della maggioranza di governo “ci sono evidentemente delle diversità di vedute, l’azione di Governo non è stata interrotta è andata avanti, ciononostante ci saranno molte altre occasioni di scambio, sia in Parlamento sulla stessa legge sia sui singoli decreti”. L’assenza dei ministri leghisti in Cdm “di per sé è certamente un gesto serio, ma per sapere quali siano le sue implicazioni bisognerà aspettare cosa dice la Lega stessa al riguardo”. La risposta del leader della Lega, Matteo Salvini, è arrivata a stretto giro: “Ogni possibilitá di un aumento della tassa sulla casa non potrà mai avere il sostegno della Lega. Il sostegno della Lega al governo non è in discussione se il governo si impegna a tagliare le tasse, altrimenti non può esserci”, ha affermato oggi il leader della Lega, Matteo Salvini, nel corso di un breve punto stampa, spiegando che “sono in questo governo per ridurre le tasse, non per aumentarle, soprattutto su un bene primario come la casa. Non firmo un assegno in bianco, non mi basta che il ministro dell’Economia mi dica che gli aumenti ci potranno essere dal 2026”. Salvini ha sottolineato che la riforma del catasto “è sostanzialmente una patrimoniale su un bene giá tassato come la casa”, per questo “contiamo che il Parlamento modifichi questo passaggio e tolga ogni ipotesi di riforma del catasto”, ha concluso Salvini.
“Quello compiuto da Matteo Salvini è uno strappo grave, è insopportabile avere una forza politica che sta dentro e fuori” il governo, ma su una eventuale verifica sarà Draghi a decidere”, ha detto il segretario Pd, Enrico Letta. “Io penso che sia uno strappo molto grave di cui Salvini e la lega si assumono la responsabilità nei confronti del Paese. Ovviamente sarà Draghi a decidere. Noi sapete tutti come la pensiamo: siamo a sostegno del governo e pensiamo che sia insopportabile avere una forza politica che sta dentro e fuori”.
Intanto, il centrodestra non si mostra compatto neanche in questo momento. Mentre Giorgia Meloni difende la posizione di Salvini, da Forza Italia arrivano richieste di chiarimento. “Quando un partito importante come la Lega non approva in Consiglio dei Ministri un provvedimento importante come la delega fiscale, possono succedere due cose, o il Presidente del Consiglio sale al Colle o si presenta alla Camere. Che non succeda niente, non è possibile”, scrive su Twitter Elio Vito, deputato di Fi. (Italia Oggi)
