Conclusioni tratte da Confesercenti: a rischio 9,5 miliardi di consumi anche per il prossimo anno

La presidente Patrizia De Luise mostra preoccupazione: nei primi 9 mesi del 2021 i prezzi delle materie prime industriali sono aumentati del 43%, il petrolio del 55%, il gas naturale del 166%.  Un’ondata di rialzi che si ripercuotera’ anche su prezzi e consumi. La maggiore inflazione potrebbe sottrarre, in due anni, 9,5 miliardi di euro di consumi: circa 4 miliardi quest’anno, con ripercussione di circa 5,5 miliardi nel prossimo 2022. Si stima un recupero completo solo nel 2023.
E’ questo l’allarme lanciato dalla presidente di Confesercenti, Patrizia De Luise, all’assemblea annuale 2021, aggiungendo che “anche per questo, la ripresa dei consumi sarà più lenta di quella del Pil. A fine 2022 il volume dei consumi potrebbe rimanere al di sotto del livello pre-pandemico, con uno scarto residuo di circa 20 miliardi”. Un ulteriore fattore che condiziona la crescita dei consumi è la prudenza che le famiglie mostrano ancora nelle loro decisioni di spesa. A spingere verso la prudenza, “il prolungarsi della crisi e l`erosione delle certezze economiche”, ha aggiunto. Del resto la pandemia “ha impoverito gli italiani. A fine 2021, il reddito medio delle famiglie sarà ancora 512 euro inferiore ai livelli pre-crisi”.
Un calo su cui incide la crisi del lavoro. Dall`inizio dell`anno, secondo le stime di Confesercenti, “sono stati recuperati solo 340.000 posti di lavoro dei 720.000 persi nel 2020: meno della metà. Per i lavoratori indipendenti, poi, è stata una vera e propria strage: sono 356.000 in meno rispetto al pre-covid”. E “c`è un paradosso: nel turismo e nei servizi non si trovano professionalità disponibili. Una domanda di 100.000 lavoratori da parte delle imprese che non trova risposte”, ha sottolineato la presidente di Confesercenti, che ha lanciato la proposta di un’Agenzia a sostegno delle imprese di vicinato. “Negli anni del Covid”, ha spiegato De Luise, “la nascita di nuove imprese è crollata. In 18 mesi di pandemia ne abbiamo registrato una denatalità di oltre 75mila. Ma già nell`era pre-pandemica la vita media del 50% delle nuove imprese non superava i tre anni”.
Proprio per questo Confesercenti “si prepara, si organizza, si candida – ha spiegato – per essere un generatore ed un rigeneratore delle imprese. Un tutor che seleziona, forma, accompagna ed aggrega. Proponiamo al Governo – e ci rendiamo disponibili a partecipare con nostri capitali – la creazione di un`agenzia per il sostegno dell`impresa di vicinato, delle imprese diffuse”.
Una collaborazione Pubblico-Associazioni di imprese. Con un obiettivo “ambizioso: rigermogliare, ridare forza ed energia alla cultura di impresa”. Dunque, “con vigore e convinzione, chiediamo al Governo ora di sostenere il nostro progetto. Dobbiamo dare vita ad imprese efficienti, preparate, integrate con il territorio, rispettose dell`ambiente. Per i prossimi quattro anni, mi impegno a promuovere ogni anno una proposta di Legge di iniziativa popolare e un confronto costante con partiti e Istituzioni. La prima sarà proprio la proposta di legge per ‘l`Agenzia a sostegno delle imprese di vicinato'”, ha concluso.

Condividi l'articolo!
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email
Share on print
slot gacor slot gacor slot gacor https://penjastoto.com/ penjas69 prediksi hk slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot mahjong