La grande manifestazione della destra italiana, denominata tradizionalmente Atreju, si è tenuta quest’anno, eccezionalmente, in una edizione natalizia. Una serie di convegni si stanno svolgendo, infatti, in questi giorni, a Roma. La manifestazione ha avuto inizio lunedì 06 dicembre e si concluderà domenica. Ospiti importanti, non solo della destra, ma anche degli avversari politici, allo scopo di creare dibattito e confronto. Non sono mancati i leader per eccellenza dei conservatori italiani: Giorgia Meloni e Matteo Salvini.
Il leader della Lega è stato presentato proprio dalla Meloni con grande entusiasmo: «Ecco a voi un leader a cui siamo molto legati, è qui con noi ogni anno. Diamo un gran benvenuto a Salvini, un grande habituè della nostra manifestazione». Un’accoglienza calorosa che denota ancora un saldo legame tra Lega e Fratelli d’Italia. E Salvini non lo ha nascosto, precisando subito: «c’è un tentativo dei giornalisti di allontanarci e dividerci, ma io e Giorgia siamo uniti. Più i giornalisti ci vogliono, far litigare, più ci vogliamo bene».
E non è tutto. Salvini ha dichiarato apertamente “amore politico” per il presidente FdI, senza dimenticare la vicinanza a Forza Italia: «io entrerei in un governo Meloni e lei farebbe la stessa cosa. Così come entrerei in un governo Forza Italia». E alla domanda sulla possibilità, un giorno, di diventare Presidente del Consiglio, Salvini non si è trattenuto, ammettendo di aver «sognato di farlo, è lecito sognare. Walt Disney diceva: “se puoi sognarlo, puoi farlo”. Ma a me interessa che il centrodestra torni ad essere maggioranza in Parlamento e torni al governo». «Quando si vota – ha poi chiarito Salvini – noi della Lega siamo pronti».
Poi ha tirato in ballo Italia Viva, precisando che «Renzi non è mai stato e mai sarà alleato del centrodestra». Il leader della Lega ha preso decisamente le distanze da Renzi: «Abbiamo lo stesso nome ma un passato, un presente e un futuro completamente diversi». Parole dure sono anche quelle spese in merito alla faccenda della Fondazione Open: «quello che posso dire, dopo aver letto il suo estratto conto sui giornali, è che si tratta di una vergogna per un Paese civile. Vorrei leggere anche gli estratti conto di qualche direttore di giornale e non voglio leggerlo…». Un pesante commento riservato anche a Luigi Di Maio, con il quale ha dichiarato: «non ho familiarità, non gli mando messaggi e non ci vado a mangiare la pizza, non capisco perché si sia incattivito nei miei confronti».
Non poteva mancare la domanda che tutti si stanno ponendo negli ultimi giorni: chi sarà il candidato al Quirinale dopo Sergio Mattarella? Davvero c’entra qualcosa Silvio Berlusconi? «È un candidato vero», ha risposto Salvini, che non esclude anche la nomina della prima donna al Colle. «Ok, ma Berlusconi di nome fa Silvio, non Silvia», ha scherzato il leader della Lega, ma poi è tornato ad assumere un’espressione più seria, affermando che «nel caso Berlusconi facesse scelte diverse, abbiamo più di una donna che possa fare il presidente della Repubblica». Poi ha continuato: «Io spero che il presidente della Repubblica possa essere scelto con la partecipazione di tutti, partendo dall’unità del centrodestra. Mi impegnerò per coinvolgere tutti». Ancora incertezze, quindi, sui nomi dei papabili candidati. Che sia davvero la volta di Silvio Berlusconi?
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