Una perdita di 65 miliardi di euro di spesa turistica nell’estate 2020. Gli adetti del settore si preparano a fare i conti con attivi dimezzati e la perdita di 31 milioni di visitatori con una flessione di 108 milioni di pernottamenti. Non basteranno a salvare la stagione gli ospiti provenienti dai paesi Ue, i cosiddetti mercati di prossimità, previsti in aumento. Prima di arrivare nel Belpaese dovranno però sfidare frontiere chiuse, come quelle austriache presidiate addirittura dal’esercito in spregio ai trattati comunitari o non imboccare quei “corridoi” bilaterali studiati per evitare di arrivare in Italia. Comunque secondo l’ultimo bollettino realizzato dall’Enit – Agenzia nazionale del turismo con il Mibact – questi ospiti dovrebbero segnare un + 56 per cento.
Incognita arrivi dall’estero
Guardando le previsioni per la clientela domestica si stima un calo di quasi un terzo dei visitatori pari a 16 milioni e si perderanno 46 milioni di pernottamenti. Si guarda con una certa speranza a quei 40 milioni di italiani che in passato facevano vacanze all’estero e quest’anno resteranno in Italia. Quasi impossibile prevedere una possibile ripresa degli arrivi dall’estero perché da mercati chiave come, per esempio, la Cina dove è ancora sospesa la vendita di pacchetti per viaggi all’estero.
