Il 2022 non è ancora iniziato, ma già è possibile pregustare il suo sapore amaro. Il Coronavirus ha ripreso a circolare a tamburo battente, l’emergenza è già stata procrastinata a marzo 2022 e le bollette di luce e gas schizzeranno alle stelle. Come riporta il quotidiano Repubblica, il caro bollette si manifesterà come una vera e propria “rapina” alle tasche degli italiani, per una cifra astronomica di 15 miliardi di euro circa. L’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente ha messo per iscritto le previsioni degli aumenti nel primo trimestre 2022: elettricità +55%, gas +41,8%. Annualmente si tratta di una spesa di circa mille euro in più per nucleo familiare.
«Valori molto alti che già tengono conto dei 3,8 miliardi di euro di sgravi inseriti dal governo nella legge di bilancio per il 2022. Senza la toppa governativa le tariffe di elettricità e gas sarebbero aumentate rispettivamente del 65% e del 59,2%. Complessivamente, le tariffe sono aumentate di circa tre volte e mezzo in un anno: in vista un altro rialzo dell’inflazione e un’altra sonora martellata alla produzione industriale», scrive il quotidiano La Verità.
Anche la Stampa commenta il dramma bollette: «Questo significa che in media in un anno una famiglia italiana spenderà 823 euro in bollette elettriche (+68% in un anno) e 1.560 per quelle del gas (+64%) pagando ben 944 euro in più. Senza contare poi che a breve il nuovo aumento produrrà rincari a cascata su beni e servizi spingendo ancor di più in alto il livello dell’inflazione. Una stangata senza precedenti che rischia di diventare una Caporetto per famiglie e piccole e medie imprese. Sono bollette da infarto», denuncia Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione nazionale consumatori, secondo il quale il rincaro medio ammonterà a più di mille euro (441 euro in più per la luce e 567 euro per il gas). «Tra il 2021 ed il 2022 gli aumenti raggiungono la cifra record di 1.119 euro a famiglia: un vero massacro», lo definisce il presidente del Codacons Carlo Rienzi, che chiede all’Unione europea «di imporre prezzi fissi per elettricità e gas, bloccando le speculazioni in atto». Preoccupante anche l’allarme lanciato dalla Cgia di Mestre che parla di ben 500 mila posti a rischio nei primi sei mesi del 2022 in settori energivori come il vetro e la carta, la ceramica, il cemento, la plastica, la produzione di laterizi, la meccanica pesante, l’alimentare e la chimica.
«L’aumento delle tariffe energetiche pesa sui conti delle famiglie ma anche sui costi delle imprese e rende più onerosa la produzione e la commercializzazione in una situazione fortemente condizionata dall’emergenza Covid”. Questo l’allarme lanciato da Coldiretti nel commentare i maxi aumenti. “L’aumento della spesa energetica ha un doppio effetto negativo perchè riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, ma aumenta anche i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l’agroalimentare con l’inverno. Il costo dell’energia – continua la Coldiretti – si riflette infatti in tutta la filiera e riguarda sia le attività agricole ma anche la trasformazione e la distribuzione”.
