Alla deputata no vax Cunial viene impedito di votare il Capo dello Stato

Senza Green pass più nessuna libertà, e nessun diritto, persino se si tratta di votare il Presidente della Repubblica. Ad essere bloccata all’ingresso del seggio speciale Covid allestito nel parcheggio di Montecitorio è stata la deputata no vax Sara Cunial. E’ vero, era sprovvista di Green pass, ma non aveva neanche il Covid. Per entrare nel seggio allestito in via della Missione bisognava trasmettere alla Camera il certificato medico che dimostrasse la quarantena o l’isolamento per positività al Covid. Cunial, però, non era interessata da nessuna situazione tra queste ultime.

La parlamentare cacciata ha protestato allontanandosi dalla Camera con rabbia: “Sono sana e chiedo di poter votare il presidente come è mio diritto costituzionale fare, non vedo perché non possa votare come i malati di Covid sia vaccinati che non. Io comunque oggi mi presenterò negli spazi preposti all’esterno di Montecitorio per fare il mio dovere di parlamentare eletto democraticamente dal popolo italiano e annuncio fin da ora che querelerò ogni persona ed istituzione che mi impedirà di esercitare il diritto costituzionale di votare il presidente, che si tratti del commesso alla porta o del presidente Fico”.

La Cunial non ha nessuna intenzione di piegarsi alle regole imposte anticostituzionali, e ha affermato addirittura di essere pronta “a chiedere l’annullamento delle elezioni del presidente della Repubblica se mi verrà fatta saltare anche solo una chiama”.

La deputata è una ex appartenente al Movimento 5 Stelle, successivamente passata al gruppo Misto, da tempo dichiaratosi apertamente no-vax. A bloccarla mentre cercava di andare a votare per il Presidente della Repubblica sono stati i commessi preposti ai controlli, che non appena hanno riscontrato sia l’assenza della certificazione verde che del tampone eseguito nelle 48 ore precedenti, hanno “invitato” la parlamentare ad allontanarsi. Quest’ultima era accompagnata dal consigliere regionale Davide Barillari, e insieme hanno cercato di convincere gli addetti e le forze dell’ordine del motivo per cui la deputata fosse lì, e dei suoi diritti di voto, ma con esito fallimentare.

Ai cronisti la Cunial ha detto: “Il Green Pass, che è un documento amministrativo, non può subordinare il diritto al voto. Siamo pronti a querelare quelli che ci hanno bloccato l’accesso e domani siamo pronti a invalidare tutta l’elezione del presidente della Repubblica”.

CC

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