Il Green pass è una misura solo politica. Lo scienziato del Cts: “noi non c’entriamo”

Ormai da tempo i cittadini sono costretti a muoversi nella società con la certificazione verde, il cosiddetto “Green pass“, lo strumento anticostituzionale con cui il Governo ha imposto limiti alla circolazione se non con l’utilizzo di questo lasciapassare che attesti la vaccinazione al Covid 19 o di essere guariti dal virus. Di scientifico non c’è un bel niente, e lo hanno dimostrato a “Fuori dal coro” le mail di un esperto del Comitato tecnico scientifico. Vi si leggono una serie di accuse contro l’esecutivo per le scelte arbitrarie adottate in questi anni di pandemia, compreso l’utilizzo del pass verde: «Non ci ha coinvolto nella decisione di costringere gli ultracinquantenni a vaccinarsi». E l’ammissione: «La tessera? Misura politica, non sanitaria».

Durante la puntata su Rete 4 di martedì 8  febbraio, le rivelazioni sono state estrapolate da una email datata  5 gennaio, in cui un importante membro del Cts si è dichiarato «sconcertato» di come siano state prese «certe decisioni» e sulle relative modalità di scelta. Un riferimento esplicito anche all’obbligo vaccinale per gli over 50.  Lo scienziato ha confessato il «mancato coinvolgimento» del Cts in questa iniziativa, tanto da dirsi «alquanto perplesso» per l’agire in solitaria del Governo, senza il parere del comitato. L’esecutivo certamente non è obbligato a consultarsi col parere degli esperti scientifici per adottare soluzioni, ma trattandosi di una pandemia sarebbe stato opportuno.

Anche perché spesso l’esecutivo ha giustificato le sue scelte in merito strumentalizzando proprio il Cts, parlando “sulla base dei dati”, motivazione servita insieme all’introduzione del green pass obbligatorio. L’esperto del Comitato tecnico scientifico (che ha preferito rimanere nell’anonimato) ha smentito la natura sanitaria del documento. «E’ un provvedimento di natura amministrativa», una «decisione politica» che ha «una finalità di sanità pubblica».

Dove sono, quindi, le evidenze scientifiche che il Governo ha sempre decantato per giustificare i suoi decreti Covid? Fratelli d’Italia da sempre ha denunciato le scelte in merito all’utilizzo del pass verde, appunto per la mancanza di una spiegazione scientifica. Anche il premier Mario Draghi ha cavalcato l’onda della scienza giustificando la certificazione verde come «garanzia di ritrovarsi tra persone che non sono contagiose».

Il Cts, dal canto suo, è stato severo su questa decisione, come dimostrano le parole di un altro esperto del Cts, l’immunologo Abrignani, in un’intervista al Corriere della Sera. Sulla scuola ha stigmatizzato come il pass verde si stia trasformando in un sistema premiale per il diritto allo studio, che pare stia creando una serie malumori, specie da parte dei docenti che hanno dovuto indossare i panni da controllori. Infatti in base al decreto del 27 gennaio, i professori sono costretti a verificare ogni giorno i green pass degli alunni in caso di contagi in classe. Ma anche in questo caso nessuna chiarezza sulla scelta da parte del Cts.

CC

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