A Berlino, nei pressi del quartiere governativo, una manifestazione di negazionisti anti-Covid è degenerata in un marasma violento: sassi e bottiglie contro gli agenti, la polizia che spara i cannoni d’acqua contro la folla e tenta disperdere il corteo, manifestanti “infiltrati” nel Bundestag, quasi 200 persone fermate, sirene che ululano ed elicotteri che volteggiano nel cielo. La capitale tedesca si è trasformata in uno scenario di proteste contro il lockdown e tutte le misure di contenimento del coronavirus decise dal governo federale. Una giornata, quella di ieri, cominciata in tensione sin dalla mattina, con le autorità che avevano proibito manifestazioni davanti all’edificio del Bundestag – ampiamente transennato – dove si sono tenute il dibattito e poi il voto sulla riforma della legge per la protezione dai fenomeni d’infezione, in base alla quale si regolano i nuovi provvedimenti per contrastare la pandemia. L’escalation si è verificata dopo che la polizia ha intimato alla folla l’ordine di sciogliere la manifestazione, dato che la maggioranza dei presenti non indossava le mascherine né rispettava le distanze minime. Al rifiuto dei manifestanti di disperdersi, vicino alla Porta di Brandeburgo la polizia è intervenuta con gli idranti. Dall’altra parte, gli slogan contro il governo, accusato di voler istaurare “la dittatura del coronavirus” e di minare i diritti civili fondamentali. Sui social media circolano anche foto di persone che mostrano in maniera provocatoria dei crocifissi agli agenti. La tensione della giornata è andata ad accentuarsi quando si è diffusa la notizia che alcuni manifestanti erano stati “infiltrati” dentro l’edificio del Bundestag ad opera dell’Afd, il partito dell’ultradestra. E’ stato uno dei volti più noti del partito liberale, Konstantin Kuhle, a lanciare l’allarme denunciando l’episodio su Twitter. Si tratta, secondo il parlamentare dell’Fdp, “di individui che molestano deputati e gli puntano le telecamere dei loro cellulari in faccia: ritengo inauditi questi tentativi di influenzare le votazioni”. Kuhle parla di “tentativi di intimidazione”: una donna, in particolare, gli avrebbe chiesto con “fare minaccioso” come intendeva votare sulla riforma della legge sulla difesa contro le infezioni.
