Italia: preoccupazione settore energetico. Draghi ipotizza il ritorno al carbone

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, interviene per l’informativa alla Camera dei deputati sul conflitto tra Russia e Ucraina ed esplicita la posizione dell’Italia e del governo sull’invasione da parte del Cremlino. Da Draghi arriva una ferma condanna nei confronti dell’azione militare lanciata dal presidente russo Vladimir Putin che parla di immagini terribili e di ritorno dei giorni più bui nella storia europea.

Per Draghi il dialogo con Mosca è in questo momento impossibile e l’obiettivo è quello di applicare una pressione tale da convincere la Russia a ritirare le truppe. Il presidente del Consiglio sottolinea come la crisi possa essere lunga e l’Ue sia pronta a misure ancora più dure se quelle finora previste non saranno sufficienti.

La preoccupazione principale dell’Italia riguarda il settore energetico, già colpito dai rincari di questi mesi. E proprio per questo Draghi ipotizza il ritorno alle centrali a carbone. Altri fronti sviluppati nel suo discorso sono quelli sull’invio dei soldati italiani e sulla crisi migratoria con i tanti profughi in partenza verso l’Ue

La crisi energetica sembra destare le maggiori preoccupazioni, a livello locale, per il governo italiano. “Potrebbe essere necessaria la riapertura delle centrali a carbone, per colmare eventuali mancanze nell’immediato”, afferma il presidente del Consiglio. Il governo si dice pronto a intervenire per calmierare ulteriormente il prezzo dell’energia, se dovesse essere necessario.

Draghi sottolinea come il conflitto in Ucraina dimostri “l’imprudenza di non aver diversificato maggiormente le nostre fonti di energia e i nostri fornitori negli ultimi decenni”. Il problema principale resta legato ai prezzi del gas.

Ucraina, 3.400 militari italiani pronti a partire

Draghi spiega che l’Italia è pronta a contribuire anche con l’invio di circa 1.400 uomini e donne dell’esercito, della marina e dell’aeronautica, a cui possono aggiungersi ulteriori 2.000 militari disponibili. Queste forze verranno comunque impiegate solo nell’area di responsabilità della Nato e non attraverseranno i confini, a partire da quelli ucraini. Inoltre le forze italiane impiegate dalla Nato contano già 240 uomini attualmente schierati in Lettonia più altre forze navali e velivoli in Romania.

Il presidente ucraino Zelensky nascosto a Kiev

Durante l’informativa Draghi ha parlato anche della situazione in Ucraina e del presidente Volodymyr Zelensky che ieri ha preso parte al Consiglio europeo straordinario: “È stato un momento veramente drammatico quello della connessione con Zelensky. È nascosto in qualche parte di Kiev. Ha detto che lui non ha più tempo, che l’Ucraina non ha più tempo, che lui e la sua famiglia sono l’obiettivo delle forze di invasione russa”. Oggi Draghi ha provato a contattare Zelensky ma non è stato possibile parlargli in quanto non era più disponibile.

Le sanzioni alla Russia: la posizione dell’Italia

Il presidente del Consiglio parla anche delle sanzioni approvate dal Consiglio europeo. Misure che verranno adottate in tempi rapidissimi, assicura Draghi. Che aggiunge: “Per quanto riguarda le sanzioni, l’Italia è perfettamente in linea con gli altri Paesi dell’Unione europea, primi tra tutti Francia e Germania. Le misure sono state coordinate insieme ai nostri partner del G7”.

Infine a livello bilaterale, l’Italia sta definendo un pacchetto da 110 milioni di euro di aiuti finanziari all’Ucraina a scopi umanitari e con l’obiettivo di stabilizzazione macro-finanziaria. Inoltre nell’ambito della difesa si stanno predisponendo misure di assistenza, soprattutto per quanto riguarda lo sminamento e la fornitura di equipaggiamento di protezione.

Condividi l'articolo!
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email
Share on print
slot gacor slot gacor slot gacor https://penjastoto.com/ penjas69 prediksi hk slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot mahjong