La guerra è finita?
Troppi indizi me lo fanno sospettare.
Tutto quello che si sente e si vede, è la messinscena necessaria per l’enorme gioco
delle parti che ogni attore deve interpretare, per evitare contromosse, ma da quello
che si muove nel mondo delle ombre, non visto dai più, la guerra, per me, ha già
deciso la sua fine.
La settimana scorsa lo scrissi in uno dei tanti gruppi whatsapp in cui sono registrato e
ogni giorno che passa ne ho la conferma.
Il motivo che mi spinse a scriverlo, furono gli investimenti dei fondi speculativi
americani che hanno iniziato ad acquistare obbligazioni di aziende russe ed ucraine,
soprattutto edili (l’Ucraina sarà da ricostruire) e ognuno per la propria parte dovrà
prendere commesse per la ricostruzione.
Il coinvolgimento degli interessi finanziari borsistici viene anche confermato dalla
cadenza di alcune situazioni che, pur apparendo coincidenze, purtroppo hanno
quella prevedibilità di alcuni ndici di borsa che lasciano per lo meno pensare ad un
interesse della finanza alla fine della guerra.
Poi sono venuti gli incontri bilaterali che, ad ogni conclusione, riportavano sempre
dichiarazioni negative sugli esiti e alle quali però non facevano seguito
intensificazioni militari sul campo. Strano! Di solito se gli incontri vanno a vuoto, una
delle due parti, di solito quella soverchiante, intensifica le iniziative per mettere
ancora più sotto pressione l’altra parte. Ed invece…
Ed invece agli incontri di livello medio basso si sono seguiti quelli dei ministri degli
esteri e ora si parla di un incontro dei presidenti delle nazioni in guerra. Ma se erano
inconcilianti le richieste perché aumentare il livello degli incontri? A chi deve arrivare
il messaggio che le parti non vengono ad accordi? Chi bisogna convincere? Perché
non vediamo un intensificarsi dell’attività bellica, dopo che gli incontri ufficialmente
vanno a vuoto? Perché la Russia sta usando solo il 15% dei propri uomini e ancora
meno delle proprie attrezzature, tra l’altro alcune obsolete? Perché l’aviazione russa
non sta decretando una no fly zone sull’Ucraina? Entra in scena il terzo attore.
Terzo attore che ha fatto la sua comparsa in maniera misteriosa. Tra un incontro ed
un altro, tra un bombardamento ed un altro, in mezzo c’è l’omicidio del membro
della delegazione ucraina Denis Kireev che merita un suo spazio. Nella prima
versione seguente al suo assassinio, Kireev è stato venduto alla stampa come spia
russa.
Come mai? Perché identificato come uomo di Klyuyev (affarista politico dell’oblast di
Donesk, vicinissimo all’ex presidente filo russo Yanukovic, ricercato dopo la
rivoluzione di Maidan del 2014). Si! Kireev, riconosciuto anche come banchiere di
fama internazionale, ha avuto una lunga esperienza professionale presso
multinazionali occidentali e fino al 2014 presso banche ucraine. Ma il mondo non è
finito nel 2014!
Nella seconda versione data alla stampa dell’omicidio di Kyreev questi è diventato
improvvisamente eroe nazionale morto per l’Ucraina. Dopo la rivolta di Maidan,
infatti, Kireev si è riciclato e si è avvicinato a Davyd Arakhamia altro potentissimo
uomo d’affari ucraino (considerato uno dei 100 più influenti uomini d’Ucraina)
stavolta però dalla parte dell’attuale presidente Zelensky. Kireev, esperienza
internazionale occidentale, banchiere, uomo vicino ora ad uno ora all’altro
presidente, in realtà giocava la sua partita su un terzo tavolo? A quanto pare si.
Un altro particolare che forse può svelare davvero chi fosse Kireev: il suo nome non
compariva nella lista della delegazione ucraina agli incontri con quella russa a
Gomel! Che ci faceva? Chi lo aveva inserito? Attenzione, a questo punto siamo a
livello di supposizioni ma identifichiamo il terzo attore negli USA.
Il quadro ora appare più chiaro anche se, ripetiamo, a livello di supposizioni (ma
sfido chiunque a trovare fatti concreti e oggettivi quando si tratta di interessi
geopolitici e soprattutto di spie). Fino a qualche giorno prima dell’invasione, nessuno
credeva all’azzardo militare della Russia. Lo stesso Zelensky chiedeva di non
diffondere informazioni ansiose. L’effetto sorpresa dell’azione del 24 febbraio, aveva
scatenato in molti uno schock psicologico ed emotivo di livelli altissimi (basti per tutti
la reazione isterica dei leaders europei). Nessuno se lo aspettava e l’ex agente del
KGB Putin (quello che, sapendo che la Merkel aveva paura dei cani di grossa taglia si
presentava agli incontri con la stessa, con cani di grossa taglia) puntava parecchio
sull’effetto sorpresa. E così sembrava che il gioco fosse fatto.
La Russia, infatti, dopo il primo incontro, aveva denunciato il fatto che Zelensky, fosse
venuto a patti prima ancora di approcciarsi all’incontro e che, dopo qualche ora di
silenzio, avesse stravolto completamente le proprie posizioni perché suggerito dagli
USA. Posizioni che dovevano essere confermate da un ascoltatore sul campo agli
incontri, proprio quel Kireev di cui sopra.
Ma così non è stato. Zelensky, stava eseguendo gli ordini che USA e NATO gli
dicevano di fare. Che si fa? La guerra doveva intensificarsi e chiuderla una volta per
tutte? Se si, perché limitare uomini e materiali e non decidere sul campo chi è il
vincitore? Perché non è una guerra che va vinta solo sul campo. È una guerra che va
vinta a livello politico. Infatti, come ha dimostrato di saper fare (Cecenia, Georgia,
Serbia, Libia ed i più recenti Belorus e Khazakistan), Putin, vuole anche la vittoria
politica. Non contro l’occidente, ma contro i politici dell’occidente, e lo potrà fare
solo portando dalla sua parte Zelensky o chi per lui che lo sostituirà.
Questo i politici occidentali lo hanno capito (come anche i fondi speculativi) e sanno
benissimo che la Russia ha già avuto la vittoria militare (salvo interventi diretti e con
altri numeri). Non gli resta che evitargli di avere anche la vittoria politica, perché
altrimenti le istituzioni i cui leaders si sono tanto agitati (uno per tutti il segretario
generale della NATO Stoltenberg che urlava e minacciava come fosse il proprietario
di un suo esercito senza rendersi conto di essere un cooptato) perderebbero la
faccia. Per questo le sanzioni contro la Russia, sono la loro ultima speranza. Ma se la
guerra è guerra, gli affari sono affari. Soprattutto in occidente.
MDN
