E’ Fratelli d’Italia a proporre la ricetta per combattere il Coronavirus nelle scuole: sfruttare la ventilazione meccanica controllata. Questo sistema ridurrebbe notevolmente il rischio di contagio dal Covid, ovvero di ben 82,5%. A farsi portavoce della soluzione proposta al Governo è la leader del partito all’opposizione, Giorgia Meloni, che si ritrova per l’ennesima volta a tirare le orecchie all’esecutivo. Quest’ultimo non è mai riuscito ad adottare misure efficaci che permettessero la presenza in classe in sicurezza, tanto che il mondo della scuola è sicuramente uno dei più compromessi nel caos generato dalla pandemia.
Il ping pong tra la dad e la didattica in presenza ha mandato in tilt il sistema scolastico, tra mamme e docenti che hanno dovuto fare fatica a barcamenarsi con le nuove modalità di frequenza, e ragazzini spaesati, privati della socialità quotidiana e fondamentale al percorso di crescita che solo una vera classe può dare. La tecnica della ventilazione meccanica permetterebbe la massima portata di ricambio dell’aria (impianti più potenti che garantiscono sei o più ricambi-ora). Gli impianti di ventilazione meccanica controllata installati in un ambiente chiuso abbattono più dell’80% il rischio di infezione da Covid-19. Il partito di Giorgia Meloni lo aveva proposto già nel gennaio 2021, ma l’idea non fu presa in considerazione. A distanza di oltre un anno, come dimostrano i dati raccolti dalla prova fatta nelle Marche, Meloni esalta la sua proposta.
. È il dato che emerge dallo studio condotto sul campo dalla Fondazione Hume presieduta da Luca Ricolfi in collaborazione con la Regione Marche. I risultati che emergono da questa analisi sono evidenti e danno ragione a Fratelli d’Italia e al governatore Francesco Acquaroli: i primi a credere e ad investire in questa tecnologia per combattere la pandemia e a chiedere un intervento mirato e strutturale prima al governo Conte e poi al governo Draghi. Speriamo che di fronte a questi numeri l’Esecutivo capisca che per fronteggiare il Covid sono queste le misure da utilizzare, non il green pass o altri provvedimenti che limitano la libertà”. Questo viene appunto certificato da uno studio condotto dalla Fondazione David Hume in collaborazione con la Regione Marche i cui risultati sono stati presentati ieri dal professor Luca Ricolfi, presidente della Fondazione Hume e docente di Analisi dei dati all’Università di Torino e dal professor Giorgio Buonanno, docente di Fisica tecnica ambientale all’Università di Cassino e alla Queensland University, nel corso di una conferenza stampa a cui hanno presto parte tra gli altri il governatore Francesco Acquaroli e gli assessori regionali Francesco Baldelli, Giorgia Latini e Filippo Saltamartini.
