Indebitamento ridotto. In Italia maggiori entrate che compensano le uscite

Italia: Gli ultimi dati pubblicati dall’Istat mostrano un miglioramento del rapporto deficit/PIL. Nel 2021 l’indebitamento netto del settore della pubblica amministrazione è migliorato rispetto all’anno precedente.

Con un focus sul quarto trimestre 2021, l’Istat ha rilevato che maggiori entrate sono riuscite a compensare le uscite.

Di quanto è migliorato il rapporto deficit/Pil in Italia nel 2021? I numeri in dettaglio.

Italia: nel 2021 deficit/Pil in miglioramento, i dati

Come evidenziato dalla nota Istat: “nel quarto trimestre dell’anno, l’indebitamento delle Amministrazioni pubbliche sul Pil si è sensibilmente ridotto in termini tendenziali per il consistente aumento delle entrate, che ha più che compensato l’aumento delle uscite.”

Tradotto in numeri, nell’intero anno 2021 il rapporto deficit/Pil è stato pari a -7,2% rispetto a -9,6% del 2020. In aumento la pressione fiscale al 43,5% del Pil, con un incremento di 0,7 punti percentuali in confronto con il 42,8% del 2020.

Le entrate delle amministrazioni pubbliche hanno inciso maggiormente, con un +48,3% sul Pil, in aumento dello 0,9% sul 2020.

Nel solo quarto trimestre dell’anno preso in esame, Istat ha segnalato che il rapporto deficit/Pil è stato pari a -3%, quasi la metà dello stesso nel 2020.

Come segnalato, infatti, “le entrate totali nel quarto trimestre 2021 sono aumentate in termini tendenziali dell’8,1% e la loro incidenza sul Pil è stata del 56,8%, in crescita di 1,5 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2020.”

L’analisi sulle famiglie ha evidenziato che nel quarto trimestre il reddito disponibile è cresciuto dell’1,3% rispetto al trimestre precedente; il potere d’acquisto è rimasto più o meno invariato (+0,1%); i consumi sono cresciuti di +1,2%; la propensione al risparmio ha visto un +0,2% giungendo all’11,3% e il tasso di investimento delle famiglie ha toccato il 6,8%, con un +4,9% degli investimenti fissi lordi.

Un quadro positivo che sta già sfumando, però, secondo l’allerta del Codacons. Con il caro bollette e carburanti e l’aumento dei prezzi alimentari e al dettaglio il 2022 è iniziato con ombre profonde sul potere di acquisto.

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