Delega fiscale e scompiglio tra i partiti: il dibattito acceso in Commissione Finanze, rischia di affossare la riforma. Nonostante l’impegno del Governo e gli aut aut sul catasto su cui anche il premier Mario Draghi si è più volte esposto in prima persona, i lavori alla Camera non procedono e ora a paventare indirettamente l’insabbiamento del provvedimento è lo stesso presidente della Commissione Finanze Luigi Marattin: “Vedremo nelle prossime ore se il tentativo di portare a compimento la delega fiscale può sopravvivere o meno”, ha affermato l’esponente di Iv, che non ha trattenuto i giudizi sui partiti politici che “continuano a utilizzare il fisco come materia di lotta nel fango elettorale e non come materia essenziale del contratto sociale”. I toni non sono in realtà aspri come nelle ultime occasioni, ma le posizioni nella maggioranza restano distanti. Antonio Misiani, responsabile economico del Pd, invita a portare a casa il provvedimento. L’approdo in Aula della riforma, rimandato più volte e non ancora ufficialmente calendarizzato, è previsto per la prossima settimana ma non è detto che così sarà; per questo l’esponente dem invita a passare alle battute finali: “Il centrodestra sta conducendo una battaglia ideologica ed elettoralistica, che non ha fondamento con quello che è scritto nella delega”.
La risposta di Forza Italia è però più che scettica: “Non accetto di sentirmi dire che per motivi elettoralistici stiamo contrastando la riforma del catasto” ha replicato Sestino Giacomoni, “noi stiamo dicendo con massima lealtà che su principi che per noi sono inviolabili come la tassazione sulla casa e sui risparmi non possiamo cedere, per coerenza”. Il dibattito rischia dunque di risolversi ancora in un nulla di fatto. Anche se Maria Cecilia Guerra, sottosegretaria al Mef, in qualità di esponente di Leu rilancia ancora più in alto: “non possiamo più pensare a un sistema fiscale che regge il nostro welfare poggiandosi prevalentemente sul lavoro dipendente. Serve un’imposta che chiami tutti i redditi a contribuire al finanziamento del welfare”, una proposta potenzialmente difficile da digerire per altri gruppi della maggioranza. Comunque sia in queste ore i partiti torneranno a confrontarsi anche se la strada sembra sempre più in salita nonostante le rassicurazioni di Mario Draghi.
