Parte l’obbligo del POS, Meloni: “è una vergogna, va contro la libertà”

Da oggi, 1° luglio 2022, è partito l’obbligo dell’utilizzo del POS per le piccole medio imprese, con multe per commercianti, artigiani e professionisti che non accetteranno pagamenti con carte. La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni è sconcertata, e scrive infatti sui social che si tratta di un “obolo vergognoso” introdotto con “l’accondiscendenza di tutta la maggioranza”. Poi prosegue: “L’Italia è diventata la Nazione degli obblighi e delle coercizioni. Con l’accondiscendenza silente di tutta la maggioranza, da oggi è entrato in vigore l’ennesimo obbligo per le micro e piccole imprese: tutti sono obbligati ad avere il pos, ovvero a versare alle banche l’ennesimo obolo, tra costo del dispositivo e commissioni. Tutto a carico delle imprese, che ovviamente saranno costrette a ribaltare il costo sui clienti. Gli unici a guadagnarci sono i gestori della moneta elettronica, che possono contare su uno Stato che obbliga il suo tessuto produttivo a far uso dei loro servizi, senza nemmeno chiedere di azzerare le commissioni. Semplicemente vergognoso”.

In merito all’introduzione del POS obbligatorio è intervenuto anche il consigliere regionale padovano di Fratelli d’Italia Enoch Soranzo, che ha presentato una mozione per chiedere alla Giunta regionale del Veneto di attivarsi al più presto nelle opportune sedi affinchè vengano esonerati almeno edicolanti e tabaccai dal pagamento elettronico.

“No all’obbligo di pagamento elettronico per edicolanti e tabaccai! La digitalizzazione dei pagamenti è certamente uno strumento efficace e pienamente condivisibile, ma i costi legati alle transazioni – visti anche i ricavi medi di taluni settori – non possono ricadere su categorie come quelle degli edicolanti e dei tabaccai che fungono in molte località del Veneto da vero e proprio presidio sociale, come nei piccoli centri urbani e nelle periferie delle città.

La lotta al nero e all’evasione sono certamente una priorità condivisibile: ma la moneta elettronica – e questo va ricordato – è uno strumento privato, con costi fissi non trascurabili che ridurranno significativamente la marginalità di taluni esercizi col rischio di costringerli alla chiusura” ha affermato Soranzo.

“Si pensi alle edicole, tassello finale del comparto dell’editoria che già oggi versa in profonda difficoltà, oppure alle tabaccherie, su cui già pesano aggi fissi, oltre a prezzi definiti e non modificabili: il pagamento elettronico rappresenterà per tutti loro un ennesimo balzello, un peso ulteriore su marginalità già risicate.

Credo serva seriamente cambiare paradigma su determinate questioni: l’approccio ideologico adottato in molte questioni dagli ultimi governi ha causato solo danni irreparabili alla nostra economia. Non possiamo permetterci di continuare in questa direzione” ha concluso il consigliere.

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