Crisi e gas, Letta incolpa i colleghi ma si dimentica che anche PD era al Governo

La crisi energetica tiene acceso il dibattito tra i leader politici, specie in vista delle prossime elezioni del 25 settembre, ormai tra meno di un mese. Il presidente del Partito Democratico incolpa gli avversari di non essere intervenuti tempestivamente nell’affrontare il caro prezzi di luce e gas, dimenticandosi probabilmente di essere stato lui stesso parte del Governo uscente. Decide però di puntare il dito contro Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giuseppe Conte, chiedendo: “con quale credibilità chi trentasette giorni fa ha fatto cadere il governo Draghi pretende oggi dal governo Draghi misure per la crisi energetica?”.

Parole che fanno infuriare il leader M5S: “Mentre noi incalzavamo Draghi proponendo soluzioni straordinarie e tempestive contro il carobollette e gli stipendi troppo bassi, forse tu eri distratto tra furia bellicista per il conflitto in Ucraina, armi e inceneritori da piazzare nei decreti”. Interviene nella replica ad Enrico Letta anche Carlo Calenda, il quale chiede un fermo alle diatribe politiche su un tema delicato come quello del caro bollette, puntando ad una adunata per decidere insieme le mosse più astute per contrastare l’impennata dei prezzi. Lo ha definito un “time out” allo scopo di “trovare un accordo per il bene dell’Italia“. Un’utopia, praticamente. Intanto circola il manifesto dem su cui si legge: ‘Combustibili fossili/Energie rinnovabili. Scegli’. Il leader di Azione lancia una frecciata al segretario piddino: “Enrico Letta sei contro il gas? E come andiamo a pedali?“.

Sulla contrarietà del centrodestra ad ulteriori sanzioni in Russia, Luigi Di Maio dice la sua: “Puoi passare tutte le giornate a rassicurare il mondo che l’Italia sarà in buone mani ma non è cosi’”. Per l’ex pentastellato opporsi alle sanzionisignifica fare il gioco di Putin sul gas e permettere a Putin di ricattarci ancora“.

Matteo Salvini è convinto che l’energia nucleare sia la risposta giusta alla crisi. “Letta e Conte invece, come sempre, sanno solo dire no”. Dal suo punto di vista serviranno “30 miliardi di euro in manovra di bilancio per affrontare la crisi energetica. Chiederemo all’Europa un piano di intervento straordinario, come c’è stato sulla pandemia”. Il collega Silvio Berlusconi sostiene che non ci sia più tempo da perdere: serve un decreto “per soccorrere chi è in difficoltà”. Poi addita l’Europa: “deve prendere un’iniziativa comune”. Anche per il leader di Forza Italia il nucleare è la soluzione ai problemi energetici. “Occorre ripartire al piu’ presto con tutto cio’ che la sinistra ha bloccato finora, dai termovalorizzatori, ai rigassificatori, fino al nucleare sicuro”.

Stanca dei temporeggiamenti sulle spalle degli italiani, già fortemente in difficoltà per l’arrivo delle prime bollette dai prezzi “stellati”, la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni chiede ai colleghi di intervenire immediatamente: “Secondo me il governo in carica può fare qualcosa subito, se sono d’accordo le altre forze politiche ci vediamo domani in Parlamento e approviamo domani una proposta per abbattere le bollette”.

CC

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