Lotta all’evasione fiscale con distinguo nei programmi dei partiti in vista delle elezioni politiche 2022. Al di là delle suddivisioni e dell’enfatizzazione o meno della questione, le misure di contrasto all’evasione fiscale risentono, nettamente, della collocazione politica del partito all’interno dell’arco parlamentare. Mentre le forze del Centrosinistra (PD, M5S) puntano su un potenziamento ulteriore degli strumenti di contrasto a favore dell’amministrazione finanziaria quelli del Centrodestra (Lega, FdI e FI) puntano invece su una semplificazione degli adempimenti e sulla pace fiscale.Un vero e proprio mix fra le due ricette contrapposte caratterizza invece il programma del c.d. Terzo polo (Azione + IV), dove gli investimenti nella digitalizzazione e il potenziamento degli strumenti a favore dell’amministrazione finanziaria devono essere contemporaneamente miscelati con una semplificazione dell’attuale sistema tributario. Il tema della lotta all’evasione fiscale (ultimo dato stimato circa 110 mld l’anno) è dunque presente a vario titolo nei programmi elettorali dei principali movimenti politici che si sfideranno il 25 settembre prossimo. In alcuni casi la lotta all’evasione è un vero e proprio punto del programma elettorale, altre volte invece è inserito all’interno di tutta una serie di misure più generali da adottare in ambito fiscale.
Centrosinistra. Come già anticipato i movimenti politici che si collocano in quest’area prevedono ricette aggressive per l’azione di contrasto all’evasione. Rafforzamento dei poteri dello Stato, sfruttamento della digitalizzazione, incremento dei pagamenti elettronici sono alcuni dei punti chiave della ricetta proposta.Interessante, ma tutta da decifrare, la proposta del Pd relativa all’introduzione di benefici a favore dei contribuenti più leali dal punto di vista fiscale.Previste anche politiche finalizzate al contrasto dell’elusione delle multinazionali e dei paradisi fiscali nonché una specifica tassazione degli extraprofitti dei colossi energetici (Alleanza Verdi – Sinistra Italiana). Il M5S prevede anche una maxi-rateazione delle cartelle esattoriali per dare ossigeno a contribuenti e imprese.
Terzo Polo. La ricetta proposta dallo schieramento centrista punta contemporaneamente sull’introduzione e/o il potenziamento degli strumenti di contrasto già esistenti con la semplificazione degli adempimenti a carico dei contribuenti. Più digitalizzazione e informatizzazione nella lotta all’evasione ma solo se a carico dei contribuenti vi saranno sostanziali semplificazioni.Prevista anche la necessità di agire sul fronte della c.d. evasione da riscossione. Il magazzino dei crediti fiscali (ultimi dati disponibili 1.100 mld di euro) è un problema che va risolto introducendo una gestione manageriale della riscossione che punti all’efficienza e abbandoni gli approcci formalistici fonti di sprechi di risorse e ritardi.
Centrodestra. Nei programmi elettorali dei tre partiti che costituiscono il centro destra quello in cui la lotta all’evasione trova una maggiore articolazione è il programma della Lega. Molte delle ricette presenti nel programma del partito di Salvini vengono comunque riproposte anche nel programma di FdI e di FI (speculari fra loro). Come già anticipato qui la ricetta per contrastare l’evasione è esattamente rovesciata rispetto a quella del Centrosinistra.Non si parla di potenziare gli strumenti a disposizione del fisco ma di una loro riforma che preveda comunque l’applicazione certa di sanzioni commisurate all’entità dell’illecito perpetrato.Sono espressamente previste misure di definizione agevolata del pregresso quali la c.d. “pace fiscale” e il “saldo e stralcio” che avrebbero come beneficio quello di consentire un accordo e una definizione agevolata fra l’Erario ed i contribuenti nell’ottica di un recupero di certezza giuridica dei rapporti contrapposti.
Conclusioni. Diverse ricette, dunque. Quel che è certo è che vista l’entità del mancato gettito annuale causato dall’evasione fiscale e la dimensione stratosferica del c.d. magazzino della riscossione (in larga parte composto da crediti inesigibili), chi avrà il compito di governare il paese nel prossimo quinquennio non potrà non affrontare queste tematiche come delle vere e proprie emergenze.
Leggendo i programmi si ha la percezione che sul tema dell’evasione fiscale si sia voluto non calcare troppo la mano. Gli evasori sono tanti, e votano anche.
