Giuseppe Conte posiziona il M5S all’indomani del voto: no categorico all’ipotesi di un nuovo campo largo proposto del Ministro dem Andrea Orlando per governare anche con il terzo polo, qualora il centrodestra non dovesse prevalere. E segna le distanze dai presunti alleati tornando ad attaccare Mario Draghi, di cui critica i mancati risultati in Europa, l’ostilità al Superbonus e l’inerzia durante la scissione del M5S provocata da Luigi Di Maio. Con gli attuali vertici del Pd “il dialogo è chiuso”, ribadisce il leader del M5S, e “il Ministro Orlando fa i conti senza l’oste”, perché “chi vota il M5S non vota ammucchiate o cartelli elettorali last minute, ma un programma che ci impegniamo a realizzare costi quel che costi”. Conte chiude anche a nuovi governi tecnici, perché serve “un governo politico” mentre la formula “larghe intese ormai equivale a stallo e a tecnica del rinvio”. Apre invece sulle riforme istituzionali ma fissando dei paletti: “Siamo disponibili a confrontarci” ma “non si può buttare in campagna elettorale la proposta di un presidenzialismo per prendere i voti”.
Chiarita la strategia politica e venendo ai temi, il leader pentastellato si lancia all’attacco del premier Draghi. Definisce “immorale”, da parte del governo, non voler intervenire sul Superbonus: “Abbiamo chiesto lo sblocco della circolazione dei crediti” con un emendamento per “30-40mila aziende che rischiano di fallire. È un dovere per lo Stato risolvere questo problema, ma il Governo si ostina a non risolverlo”. Il M5S voterà sì al decreto Aiuti bis, che lo stia bloccando “è una grande menzogna”, ma “il Parlamento deve esprimersi anche su quell’emendamento”. Ma non è la sola critica al presidente del Consiglio che, secondo Conte, “avrebbe dovuto battersi per accelerare le soluzioni in Europa” contro il caro-energia, e invece “non ha ottenuto risultati”. Quindi l’affondo finale, esteso anche agli ex alleati dem, sulla scissione del Movimento: “Non mi piace indulgere in ricostruzioni complottiste, ma certamente è stato consentito a un ministro degli Esteri, in un momento come questo, di distrarsi dal compito istituzionale per fondare un partito personale”.
