Anche il premier Mario Draghi ha tenuto a precisare che i partiti di destra non hanno mai ricevuto finanziamenti da Mosca. Così la sinistra ha incassato l’ennesima figuraccia, dopo che in questi giorni tanto ha insistito nel diffondere falsa propaganda sui fondi che Salvini e Meloni avrebbero preso dalla Russia. Lo hanno fatto sulla scorta di un dossier dell’intelligence Usa relativo ai soldi che da Mosca sarebbero arrivati ai partiti di 20 paesi per allargare la sfera di influenza del Cremlino. Da qui si è sollevato un polverone di infondate accuse.
Non sono mancate le immediate smentite dai diretti interessati, coronate da quella del premier, che in conferenza stampa, dopo l’approvazione del decreto Aiuti ter, ha ribadito quanto già detto dal capo del Copasir Adolfo Urso. “Ho avuto una telefonata con il segretario di Stato Blinken – ha detto Draghi – la cosa più naturale era chiedergli cosa sapesse, sostanzialmente mi ha confermato l’assenza di forze politiche italiane dalla lista dei destinatari di finanziamenti russi”.
“È chiaro – ha aggiunto Draghi – che negli ultimi 20 anni il governo russo -e questo risulta da ampissime ricostruzioni internazionali- ha effettuato una sistematica opera di corruzione negli affari, nella stampa, nella politica, in tanti settori, in molti Paesi europei e negli Stati Uniti: queste sono cose note, non c’è niente di cui stupirsi”.
A chi gli ha chiesto se sarebbe stato disposto a ricoprire per la seconda volta la carica di premier ha risposto con un secco “no”, mandando all’aria la strategia di Calenda e Renzi, il quale ancora in una intervista affermava che Draghi avrebbe detto di sì se richiamato a Palazzo Chigi. Anche in questo caso, dal premier uscente, giunge una secca smentita.
Poi un commento sul decreto di 14 miliardi di euro a sostengo delle famiglie. “Insieme agli altri interventi abbiamo superato ampiamente un eventuale scostamento di bilancio di 30 miliardi – ha detto Draghi -A meno che non si pensi di fare uno scostamento di 30 miliardi ogni mese, le risposte all’emergenza sono state date”. Infine, a chi cercava di tirarlo per la giacchetta sul voto a favore di Orban a Strasburgo da parte di Lega e Fdi Draghi si è limitato a dire che occorre fare attenzione nella scelta degli alleati: “Bisogna chiedersi – ha detto – quali sono i partner che mi aiutano a proteggere gli interessi degli italiani? Quali sono questi partner? Ecco, datevi delle risposte voi”.
