Dopo le contestazioni la Meloni attacca: il Governo consente le provocazioni

Giorgia Meloni alza il tono dello scontro politico attaccando frontalmente il Governo, accusato di consentire “sistematiche provocazioni” contro di lei e il suo partito. Ma denuncia anche la sinistra perché, a suo giudizio, facendo anche riferimento all’incontro di Enrico Letta con la Spd, “sta giocando a mettere in mezzo i poteri internazionali, ormai convinti che non gli serva avere il consenso degli italiani e preferiscono avere la protezione di alcuni poteri stranieri ed esteri”. Insomma, a pochi giorni dal voto, la leader di Fratelli d’Italia non si limita a stigmatizzare le contestazioni subite nei giorni scorsi ma mette al centro di questa campagna elettorale, sinora svoltasi in un clima tutto sommato di sostanziale correttezza, il serio rischio di disordini di piazza. “In nessuna democrazia evoluta l’unica opposizione al Governo è oggetto di sistematici attacchi da parte di Ministri, cariche istituzionali e grandi media. E, soprattutto in nessuna democrazia occidentale il Governo consente scientificamente provocazioni che potrebbero facilmente sfociare in disordini nelle manifestazioni politiche dell’opposizione. Questa gente” è l’affondo di Meloni “parla di Europa, ma il loro modello è il regime di Ceausescu. Non ci facciamo intimidire da chi odia la libertà e la sovranità popolare”.

Parole durissime all’indomani della protesta che la leader di Fratelli d’Italia ha subito a Caserta, dove alcuni contestatori hanno esposto manifesti ironici (“Pronti ad approvare il Ddl Zan”, o “Pronti a legalizzare la cannabis”) del tutto identici, come grafica, a quelli che riportano gli slogan ufficiali di FdI. Subito, a caldo, questa la sua reazione dal palco: “Vergogna, è il sesto comizio che faccio e ci sono ancora contestatori che provocano. Stasera chiamerò di nuovo il Ministro dell’Interno Lamorgese, che evidentemente non sa fare il suo lavoro. Perché le altre volte si poteva parlare d’incompetenza, ma ora penso sia una cosa fatta apposta. Si sta cercando l’incidente”. A dare manforte alla Presidente tutto il partito: il responsabile del programma Giovanbattista Fazzolari parla di “strategia della tensione” e anche il copresidente del gruppo Ecr-FdI parla di “contestazioni sistemiche che inquinano gli ultimi giorni della campagna elettorale”. La denuncia è accolta tutto sommato con freddezza dal resto del centrodestra: Matteo Salvini da Crotone dice di voler lasciare alla “sinistra le minacce, i volti scuri, la gelosia. Più insultano più hanno capito che domenica perdono, poi canteranno Bella ciao alla poltrona”.

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