Un’impresa su cinque vicina al default
Il 18% delle società di capitali con ricavi annui superiori a 5 milioni di euro non è in grado di rimborsare i propri debiti. E’ quanto emerge da una ricerca curata dal professor da PwC sui bilanci di 60 mila società italiane
Il 18% delle società di capitali con ricavi annui superiori a 5 milioni di euro non è in grado di rimborsare i propri debiti. Emerge da una ricerca curata dal professor Giulio Andreani e da PwC TLS sui bilanci di 60 mila società italiane. Il dato più clamoroso, appunto, è che quasi 10.000 di queste aziende presenta debiti finanziari, tributari e previdenziali sproporzionati rispetto alle proprie capacità di rimborsali; inoltre, visto che tali debiti sono produttivi di interessi, la situazione di queste società potrebbe solo peggiorare a seguito dell’incremento del costo del denaro che probabilmente le attende, non ancora rilevato, ovviamente, dai dati di bilancio. La situazione è ancora più grave se si considera che i bilanci delle imprese con criticità finanziarie tendono generalmente a sottostimare il passivo (ad esempio perché le sanzioni e gli interessi dovuti a causa dell’omesso pagamento dei debiti fiscali non vengono rilevati tempestivamente, ma solo a seguito delle richieste di pagamento formulate dal fisco), così come in generale gli squilibri patrimoniali esistenti. Inoltre, l’analisi eseguita, avendo a oggetto bilanci riferiti a date anteriori al 2022, non tiene conto degli effetti negativi provocati dall’incremento del costo dell’energia, il quale sta producendo un peggioramento della situazione sopra rappresentata, aumentando il numero delle imprese in difficoltà. L’analisi condotta da PwC ha lavorato con alcuni indicatori finanziari, come il Pnf/Ebitda, che esprime il numero di anni occorrente per pagare i debiti finanziari netti utilizzando l’intero margine operativo lordo, il Pnf/utile netto (come sopra, ma utilizzando l’utile netto al posto dell’Ebitda), oppure il rapporto tra debiti tributari e previdenziali e Ebitda o utile netto, o indicatori analoghi. Ne risulta uno stato di salute del sistema imprenditoriale sconfortante. L’indagine peraltro trova conferma in una recente analisi eseguita da Cerved, che ha riguardato l’andamento di 618 mila società di capitali (comprensive di quelle con fatturato annuo inferiore ai 5 milioni di euro), dalla quale è emerso che le società a rischio di default sono 99.000, cioè circa il 16% del totale, contro il 18% dell’analisi PwC. Anche qui emerge che le aziende a rischio sono prevalentemente collocate al Centro-Sud. Un modo per venire incontro a queste difficoltà è, per Andreani, l’ampliamento dell’operatività della transazione fiscale.
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