L’Italia batte l’Ungheria e accede alla final four della National League.

 

La Nazionale di Mancini vince ancora.  Dopo aver battuto al Meazza l’Inghilterra s’impongono anche a Budapest contro l’Ungheria. A segno ancora Raspadoni e Di Marco, anche se un la vittoria è anche figlia delle parate Gigio Donnarumma.

I tifosi ungheresi dimostrano una grande sportività, accompagnando con un applauso l’esecuzione dell’inno nazionale italiano. Più di settanta mila  gli spettatori presenti allo stadio Puskas.

Mancini conferma il modulo 3-5-2 e il  giusto mix tra giocatori esperti e giovani, un amalgama che sta iniziando a dare buoni risultati.

L’Italia passa al 27’ con il Raspadoni che si conferma dopo il goal segnato  contro l’Inghilterra: la difesa ungherese regala un assist su un retropassaggio corto di Nagy, Gnonto si avventa sul pallone, la sfera arriva a  Raspadori che insacca a porta vuota.

Il raddoppio arriva al 52’: ripartenza azzurra, Barella trova con un passaggio filtrante Cristante, assist per Dimarco che trova la deviazione vincente. E’ il goal n.1500 per la nazionale italiana.

Nel post partita un Mancini soddisfatto: “I ragazzi sono stati bravi a vincere un gruppo difficilissimo. Dobbiamo scavallare il mese di dicembre e basta”.  Qualche giocatore che questa sera era seduto in panchina magari giocherà, il gruppo comunque è questo, anche se potrebbe aggiungersi qualcuno. Alla nuova Italia stiamo lavorando da un po’ di tempo”. Mancini parla anche dell’assetto tattico: “Non ho un sistema di riferimento. Si può giocare in qualsiasi modo, basta allenarsi. In tanti sono abituati a questo modulo, cambia la difesa e qualcosa in attacco visto che i due giocano molto più vicini, è una buona possibilità avere due sistemi di gioco”. Quando si vince mi piace in ogni caso”, conclude il CT.

E’ tempo di riscatto anche per Gigio Donnaruma, fischiato qualche tempo fa a Milano: “Questa qualificazione ci voleva proprio per restituire un po’ d’entusiasmo, anche se non si può tornare indietro: la mancata qualificazione per il Mondiale è una ferita aperta. Bisognava ripartire, dovevamo farlo per tutta l’Italia e per chi credeva in noi. Siamo partiti bene con due vittorie, andiamo alle Final Four e cerchiamo di vincerle”. “Le partite come quelle di questa sera  – aggiunge il portiere ai microfoni Rai – si preparano da sole, perché sono importanti, speciali. Cerco di prepararle con tranquillità e serenità, ridendo e scherzando nello spogliatoio. Poi, quando si entra in campo, si pensa alla partita. A giugno ho commesso un errore che non dovevo fare. Ci ho lavorato, ne ho parlato col preparatore. Purtroppo può capitare, ma non deve capitare. Era una partita in discesa e l’ho ammazzata. Devo lavorare anche su quello”.

Le vittorie si sa sono la miglior medicina per riprendere dopo una grossa delusione come la mancata qualificazione e questa è la strada giusta.

Beppe Magrone

Foto: F.I.G.C.

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