Il filosofo veneziano Massimo Cacciari da anni rimprovera il Partito Democratico di non essere mai riuscito a fare bene il suo lavoro per il Paese. Dopo i risultati che hanno dato Enrico Letta perdente, Cacciari ha definito il suo seguito addirittura «un partito che non è mai nato», e che avrebbe dimostrato di non avere «nessuna idea strategica», derubricandolo a un movimento «da rifondare».
All’Adnkronos, l’ex sindaco di Venezia si è lasciato andare ad un lungo sfogo: «Adesso bisogna che ci sia la volontà di tutti i responsabili del Pd di comprendere la lezione. Una lezione che viene da molto lontano. E affrontare una radicale e profonda rifondazione, dalla strategia alla struttura organizzativa del partito. Se c’è questo, da questa volontà uscirà anche il gruppo dirigente e il segretario. Se invece dopo una batosta semplicemente si elegge un altro segretario e poi se ne fa un altro senza cambiare assolutamente nulla, i nomi non hanno alcuna importanza».
Alla domanda su quali siano le mosse sbagliate compiute dai dem, Cacciari ha la risposta pronta: «Inutile anche fare l’elenco, è un partito che non è mai nato. Sembrava nella primissima fase che ci fosse, dopo si è totalmente smarrito e si è trasformato in un partito che ha come unica funzione “positiva” di garantire nei momenti difficili a qualunque costo e prezzo un qualche governo. Ma nessuna idea strategica». Secondo il parere del filosofo è «un partito che non è mai nato. Che vive di rendita. È un partito conservatore che ora deve nascere, e discutere tra le sue componenti quale deve essere la sua natura organizzativa».
