Prime schermaglie tra maggioranza e opposizione sulle riforme costituzionali

Come preannunciato in campagna elettorale, il grande tema destinato a essere al centro della legislatura è la riforma della Costituzione. Anche argomenti che toccano temi concreti come il lavoro e i diritti, in primis il futuro del reddito di cittadinanza e l’aborto, iniziano già da subito a creare dibattito. A innescare le scintille tra le forze politiche le dichiarazioni degli esponenti di FdI, su tutte, quelle di Francesco Lollobrigida: “Nessuno vuole stravolgere la Costituzione” tranquillizza, ma “noi crediamo che occorra una rivisitazione”. A partire dal presidenzialismo: “Non intendiamo toccare i valori fondanti contenuti nella prima parte. Non siamo i primi a chiedere che altre norme vengano riviste: basti pensare al titolo V o alla riforma di Renzi bocciata dal referendum”, spiega, che però mette in discussione anche il principio della sovranità del diritto comunitario su quello nazionale. Il concetto, motiva “è oggetto di dibattito anche in altri Paesi” e “dovrebbe essere oggetto di riflessione”. Sulle riforme anche il coordinatore nazionale del partito Giovanni Donzelli apre al dialogo: “Alcuni temi per noi sono tutti interlocutori. Già Renzi ha provato a fare il braccio di ferro sulle riforme e non è finita bene”.

Fermo no, tuttavia, al presidenzialismo, da parte di Carlo Calenda: “Faremo un’opposizione sempre costruttiva, mai ideologica. Non sono d’accordo, ma ne discuteremo. “Io sono per il monocameralismo. Ci vuole una Camera e basta, e anche Renzi la pensa come me”. Di “attacco all’Ue, come preannunciato”, parla invece il segretario di +Europa, Benedetto Della Vedova, per il quale “discutere la sovranità europea e la prevalenza del diritto Ue dove c’è, significa smantellare l’Europa”. Dunque, rincara “questo non è fare l’interesse dell’Italia. Su queste basi, la bicamerale a maggioranza sovranista è una trappola”. Dura anche la reazione del Pd; Pina Picierno attacca: “In queste ore le parole di Lollobrigida rivelano la volontà di un ritorno al passato. Afferma che ogni Paese può fare da sé, riproponendo una lettura superata della sovranità nazionale. L’Europa deve essere invece intesa come uno spazio politico, in cui garantire l’adeguata dimensione alle soluzioni dei problemi: più sono grandi, più grande deve essere il contesto nel quale si cercano i rimedi. In una parola l’unico luogo dove è possibile esercitare compiutamente la sovranità”. Le opposizioni sono pronte a dare battaglia anche per difendere la legge 194 e contro l’abolizione del reddito di cittadinanza su cui stanno già avvenendo le prime schermaglie.

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