Inflazione, +8,9% ia settembre
Prosegue senza sosta la corsa dell’inflazione che a settembre, secondo le stime dell’Istat, ha registrato un aumento congiuturale dello 0,3% e tendenziale dell’8,9%, portandosi sui livelli di dicembre 1985 quando fu pari a +8,8%. A spingere in avanti i prezzi soprattutto l’impennata dei beni del carrello della spesa che ha evidenziato un incremento dell’11,1%, registrando il valore piú alto da luglio 1983, quando registrarono una variazione tendenziale del 12,2%. A settembre, infatti, non sono i beni energetici a spiegare – se non per le conseguenze che la loro crescita così ampia ha innescato – la nuova accelerazione dell’inflazione, ma sono soprattutto i beni alimentari (sia lavorati sia non lavorati) seguiti dai servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, in un quadro di crescenti tensioni inflazionistiche che stanno attraversando quasi tutti i comparti merceologici. La crescita dei prezzi dei beni alimentari è passata dal +10,1% di agosto al +11,5%. Quella dei beni lavorati dal +10,4% al +11,7% e quella dei non lavorati dal +9,8% al +11%. La crescita dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona è salita dal +4,6% al +5,7%. In lieve rallentamento la corsa dei prezzi dei Beni energetici (da +44,9% di agosto a +44,5%) sia regolamentati (da +47,9% a + 47,7%) sia non regolamentati (da +41,6% a +41,2%); decelerano anche i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +8,4% a +7,2%). L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera da +4,4% a +5% e quella al netto dei soli beni energetici da +5% a +5,5%. L’inflazione acquisita per il 2022 è pari a +7,1% per l’indice generale e a +3,6% per la componente di fondo. Sempre piú in allarme i consumatori che chiedono al governo di intervenire in aiuto delle famiglie in difficoltá ed evitare una contrazione dei consumi. Secondo il Codacons l’aumento dell’inflazione di settembre si traduce in una stangata annua di 2.734 per una famiglia tipo e di 3.551 euro per una famiglia con due figli. “Siamo di fronte a uno tsunami economico senza precedenti e la crescita dei prezzi al dettaglio è destinata purtroppo ad aggravarsi nelle prossime settimane”, spiega il presidente Carlo Rienzi, mettendo in evidenza il rischio di un crollo verticale dei consumi delle famiglie negli ultimi mesi del 2022, con effetti a cascata sull’economia. Per questo motivo l’associazione chiede al nuovo governo di disporre subito il taglio dell’Iva sugli alimentari. L’Unione nazionale consumatori valuta che, con il balzo di settembre, per una coppia con due figli, ci sia un aggravio complessivo di 2.956 euro per una famiglia con due figli.
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