La leader di Fratelli d’Italia sta dedicando anima e cuore al futuro del Paese, stendendo i suoi programmi sulle problematiche di maggior interesse per i cittadini. Risultata vincitrice alle elezioni politiche del 25 settembre, Giorgia Meloni non ha dato spazio neanche ai festeggiamenti, adoperandosi immediatamente e a testa bassa per il da farsi. La crisi in cui versa il Paese necessita di soluzioni imminenti, vista la disastrosa amministrazione degli ultimi anni, che ha visto protagonisti il PD ed il Movimento 5 Stelle.
Ma quanto manca effettivamente per la nomina ufficiale a Primo Ministro di Giorgia Meloni da parte del Presidente della Repubblica? Potrebbe volerci meno di un mese: già dal 23 ottobre la presidente FdI potrebbe salire a Palazzo Chigi. Se andiamo a ritroso negli annali, notiamo come i risultati netti (come in questo caso, data la vittoria schiacciante di Fratelli d’Italia), abbiano portato ad un veloce conferimento dell’incarico da parte del PdR. I tempi fino al giuramento sono stati davvero brevi.
Solo alcune date, per adesso, sono certe: il 13 ottobre sarà il giorno in cui si terranno le sedute inaugurali di Senato e Camera. Invece tra il 16 e il 17 potrebbe esserci l’elezione dei capigruppo necessaria a Sergio Mattarella per dare avvio alle consultazioni. Se così fosse, senza particolari ostacoli, Meloni diventerebbe premier in pectore intorno alla data del 23 ottobre. L’ipotesi di questo insediamento, con tempi così repentini, batterebbe il record detenuto da Silvio Berlusconi nel 2008 a seguito degli spogli del 13 aprile: il Cavaliere si sedette a Palazzo Chigi come capo del Governo in soli 25 giorni, entrando in carica l’8 maggio con il giuramento davanti al Presidente della Repubblica.
Gli stessi ritmi furono seguiti anche con Romano Prodi e con lo stesso Silvio Berlusconi, rispettivamente nel 1996 e nel 2001. Ci vollero solo 27 giorni per il professore. Trascorsi cinque anni, quando gli italiani furono chiamati alle urne in data 13 maggio 2001, servirono solo 29 giorni al secondo governo del leader di centrodestra per rivestire l’incarico al vertice del Governo. Altri esempi sono quelli di Alcide De Gasperi e dello stesso Prodi, i quali, rispettivamente, si insediarono a Palazzo Chigi per il loro quinto e secondo governo in tempi abbastanza celeri. Non dovettero attendere molto anche Giovanni Leone (37 giorni nel 1968 dal voto del 19 maggio al giuramento del 25 giugno); Amintore Fanfani (38 giorni nel 1958 dalle elezioni del 25 maggio al giuramento del 2 luglio) e Bettino Craxi (39 giorni nel 1983 dal voto del 26 giugno al giuramento il 4 agosto).
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