Il terzo polo di Carlo Calenda e Matteo Renzi tira le somme delle elezioni nazionali ma nel medio termine mette le basi anche per le prossime sfide elettorali nelle regioni. “Mi incontrerò con Renzi e parleremo anche delle regionali definendo una linea per il Lazio e la Lombardia”, ha dichiarato Carlo Calenda; il leader di Azione, interpellato in merito, ha quindi ribadito che con Renzi i progetti del partito vanno avanti e se si parla di compagni di viaggio sottolinea di avere una consapevolezza: “Il sistema elettorale è quello che è, non prevede ballottaggio e ne terremo conto per le eventuali alleanze”. Calenda non chiude quindi al Pd e forse traccia una strada. Per il terzo polo delle certezze ci sono: un risultato ottimale raggiunto alle ultime elezioni nel Centro Nord, con la Lombardia e il Lazio che possono diventare terreno per cementare il risultato.
Poi c’è, appunto, un sistema elettorale che, a differenza delle città, non prevede il ballottaggio e questo porta senz’altro a favorire le alleanze. Nella regione guidata fino ad oggi dal neo eletto alla Camera Nicola Zingaretti sia Azione che Italia Viva fanno parte della maggioranza, con Valentina Grippo e Marietta Tidei; Calenda serra quindi i ranghi almeno sui contenuti e punta a ristabilire le priorità: “Nel dibattito surreale su cosa debba fare la sinistra per rappresentare i più deboli si dimenticano le basi: la ricostruzione del welfare, a partire da istruzione e sanità”.
Pure Matteo Renzi ribadisce quali sono le priorità del nuovo partito, tornando sulle sfide future e su quello che attende il paese guidato dal centrodestra. A Giorgia Meloni “servirà intelligenza, visione e buona politica per convincere i colleghi europei a darci una mano. Noi facciamo il tifo per l’Italia e per l’Europa”. Se tra qualche mese, “una volta affrontate le sfide internazionali che oggi mi tolgono il sonno, vorranno aprire il dialogo sulle riforme, noi ci saremo”. Per l’ex premier alle prossime politiche la sfida sarà a tre, sovranisti di destra, populisti di sinistra e l’area macroniana “liberal democratica”. In ogni caso, come il compagno di partito, Renzi torna sul risultato di Azione-Iv: “In un mese di campagna abbiamo preso l’8%, siamo il partito più votato nelle università e, secondo molti sondaggi, quello più scelto dai giovani, abbiamo eletto più donne degli altri. Da qui alle europee del 2024 possiamo diventare il primo partito”.
