Gianfranco Librandi, che con +Europa, il partito della Bonino, è uscito perdente dalle elezioni del 25 settembre, ha incassato una bella figuraccia, investendo più di 100mila euro per autofinanziarsi la candidatura. Tanti soldi per un pugno di mosche: niente posto in Parlamento. L’imprenditore, produttore di impianti di illuminazione a led, ha fatto più saltelli da un partito all’altro nel corso della sua carriera politica. Sbarcò nel 2018 con il Pd. Poi decise di sfilare tra i renziani passando a Italia Viva. Una parentesi a destra c’è stata: il passaggio a Forza Italia, e poi anche un saltello in Scelta civica. L’ultima spiaggia, o almeno per il momento, è stata + Europa, partito alleato con i dem, Verdi e Sinistra italiana.
È stato tra i parlamentari più discussi per alcune uscite imbarazzanti e fuori luogo: ricordiamo, ad esempio, la polemica sui terremotati, o alcune frasi deliranti come: «I meridionali sono più resistenti al coronavirus perché africani bianchi». Bizzarre anche le parole rivolte a Donzelli: «I tuoi nipoti, caro Donzelli, andranno anche loro con lo “spick and span” a pulire i cessi dei neri». Ha lasciato senza parole l’uscita sui terremotati, “che possono dormire tranquillamente in tenda”. Insomma, un’escalation di figuracce che culmina con il flop clamoroso delle elezioni, vista l’ingente somma di denaro cestinata.
Il “Fatto quotidiano” fa i conti in tasca a Librandi “spendaccione”. “Per arrivare a quota 1,4 milioni mancano ancora 305 mila euro. Eccoli. Dodicimila euro sono andati, a febbraio del 2019, a “Ritorno al futuro”, associazione legata a Italia Viva. Lo stesso mese Librandi ha donato 20mila euro a Siamo Europei, la lista con cui Carlo Calenda si presentò alle Europee del 2019″. Si aggiungono alla lista della spesa “113mila euro bonificati al Pd dal febbraio del 2019 ad agosto di quest’ anno; 60mila euro regalati al comitato elettorale per Beppe Sala (sindaco di Milano) tra agosto del 2021 e aprile del 2022”.
Candidato nel collegio uninominale Lombardia 1, a Milano, Librandi è stato battuto dall’azzurra Cristina Rossello. Per l’imprenditore era stato previsto anche un salvataggio nel collegio plurinominale. Ma, stando ai fatti, + Europa non è riuscita a varcare la soglia di sbarramento. I riconteggi chiesti dal partito sono l’ultima speranza, ma la brutta figura è ormai acclarata.
