“Il tutto è fuori contesto”, insiste Brerlusconi, “è stato diffuso senza conoscere il senso globale delle mie parole, con il solo scopo di diffondere calunnie e disinformazione”. “Naturalmente”, aggiunge ancora l’ex premier, “la mia critica non va al Corriere o agli altri grandi organi di informazione, che fanno il loro dovere comunicando le notizie che ricevono. Va verso chi ricorre a questi metodi, evidentemente non conoscendo altro modo per provare a metterci in difficoltà. Non si illudano, non mi sono fatto intimidire da ben altre aggressioni. Però è avvilente, e poco rispettoso degli italiani, ridurre a questo la discussione politica”, sottolinea Berlusconi. “Io non ho dato nessuna interpretazione assolutoria all`invasione dell`Ucraina da parte della Federazione Russa. Al contrario, ribadisco per l`ennesima e spero ultima ù volta che la mia posizione coincide assolutamente con quella del governo italiano dell`Unione europea, dell`Alleanza atlantica, dei nostri alleati americani, ed è di netta condanna dell`attacco militare contro uno Stato libero e sovrano”, aggiunge il leader di Forza Italia. “L`ho ripetuto in decine di dichiarazioni, Forza Italia si è sempre espressa in questo senso con le parole e soprattutto con i voti nel Parlamento italiano e inquello europeo. Se hanno un valore gli atti politici e istituzionali, e non i pettegolezzi, non vi dovrebbero essere dubbi”, ha insistito. “Voglio aggiungere, a ulteriore chiarimento, che non rinnego affatto i miei passati rapporti di amicizia con Vladimir Putin, che hanno portato a risultati importanti, sempre conseguiti in pieno accordo con i nostri alleati dell`Occidente, come il trattato del 2002 a Pratica di Mare che mise fine dopo oltre cinquant`anni di angosce alla Guerra Fredda e il mio intervento nel 2008 per evitare l`invasione russa della Georgia. Ma oggi le circostanze sono cambiate. Le affermazioni che mi sono state carpite si riferivano a questo e come ho già avuto occasione di spiegare si riferivano a notizie che mi sono state date da fonti autorevoli e che ho riferito nel corso di un ragionamento più ampio. Ragionamento che si concludeva con la condanna dell`invasione russa e con l`auspicio di una soluzione negoziata, che ponga fine a questo massacro e che tuteli i diritti del popolo ucraino”, dice Berlusconi.
Negli audio c’è un passaggio poco chiaro che riguarda un intervento deciso. Il leader di FI ritiene che “una soluzione definitiva nella guerra si potrà raggiungere solo con un forte e congiunto intervento degli Stati Uniti e della Repubblica Cinese. E comunque ribadisco: tutta la mia vita politica e tutti i miei atti di governo sono stati nel senso dell’Occidente e dell’Alleanza atlantica. È davvero paradossale e anche ridicolo, che si permetta di criticarmi proprio chi – come il Pd – appena un mese fa si è presentato alle elezioni con l’estrema sinistra di Fratoianni, che vota contro la Nato in Parlamento”.
Parlando dei lavori in corso per la formazione del governo e del nodo Giustizia, si “comincerà nel momento in cui il capo dello Stato conferirà l’incarico. Noi andremo alle consultazioni al Quirinale con gli alleati del centrodestra e proporremo il nome di Giorgia Meloni, in coerenza con il risultato elettorale. Naturalmente stiamo ragionando con i nostri alleati, in via del tutto informale, su ipotesi che prenderanno corpo nel momento in cui il presidente della Repubblica riterrà di condividere la nostra indicazione. A tale riguardo mi pare che una figura di alto profilo istituzionale come l’ex presidente del Senato possa dare le più adeguate garanzie per un incarico delicato come quello di ministro della Giustizia”. Berlusconi rivendica inoltre pari dignità con la Lega, per la rappresentanza nell’esecutivo. “Ritengo sia una necessità addirittura ovvia, sempre sulla base delle indicazioni dell’elettorato, che hanno dato alla Lega e a Forza Italia un numero di voti quasi identico. Forza Italia è già stata penalizzata, rispetto a questa percentuale, nella distribuzione dei collegi uninominali, che hanno portato a 20 deputati e a 10 senatori in meno rispetto alla Lega. Per questo non abbiamo espresso né la presidenza del Senato né quella della Camera. Di tutto questo naturalmente si dovrà tenere conto. Il centrodestra è fatto di tre forze politiche, ognuna delle quali è numericamente e politicamente essenziale alla vita del futuro governo”. L’incontro con Carlo Nordio, ha proseguito, “è stata l’occasione per riannodare i fili di un’antica conoscenza, ho incontrato una persona di grande spessore giuridico che ho sempre stimato ed apprezzato”.
Alla domanda se sia ottimista su una ricomposizione dei dissidi con la premier in pectore, “credo che quello che conta sia offrire agli italiani un governo forte, coeso e autorevole. Su questo non ho alcun dubbio. In più, non parlerei di dissidi, ma di normali discussioni fra forze politiche alleate, leali, ma diverse fra loro. Le divisioni vere continuiamo a vederle fra i nostri avversari della sinistra”, conclude Berlusconi.
A confermare l’ipotesi che dietro gli audio possa esserci una precisa strategia contro Berlusconi arrivano le parole del neo capogruppo di Forza Italia alla Camera Alessandro Cattaneo. “E’ stato un audio estrapolato, con un taglia e cuci, nessun applauso a quelle frasi, è un’alterazione della realtà delle cose, approfondiremo per capire chi è stato, è qualcuno che è venuto alla riunione, c’era qualche persona in più del dovuto, qualche ex parlamentare, qualcuno che persone dello staff avevano coinvolto, c’erano un’ottantina di persone”, ha detto intervistato a Radio 24. “Si è trattato di un audio sottratto con intenzioni malevole che però non cancella la storia di Tajani tutta atlantista ed europeista, è un brutto episodio che non sposterà nulla. Ma chi è stato? “Credo sia stato qualcuno venuto con intenzioni malevole e che si è infilato all’ultimo”, ha concluso Cattaneo.
Intanto, sta per iniziare a Bruxelles la consueta riunione del Ppe, in occasione del Consiglio europeo. Ai lavori parteciperà Antonio Tajani, numero due di Forza Italia e vicepresidente del Partito popolare europeo. “Sarò al Summit del Ppe – ha scritto ieri sera Tajani su Twitter – per confermare la posizione europeista, filo atlantica e di pieno sostegno all`Ucraina mia e di Forza Italia. In tutte le sedi istituzionali non è mai mancato il nostro voto a favore della libertà e contro l`invasione russa”.
Sulla squadra, però, fino a ieri sera, c’erano ancora dubbi su diverse caselle. Dopo l’ultimo scontro di ieri tra il leader di Forza Italia e la premier in pectore, a causa degli audio di Berlusconi, è stata necessaria una nota ufficiale della leader di Fdi, turbata dalle esternazioni del suo alleato soprattutto sulla linea da tenere nei confronti del conflitto russo-ucraino. “Su una cosa sono stata, sono, e sarò sempre chiara. Intendo guidare un governo con una linea di politica estera chiara e inequivocabile. L’Italia è a pieno titolo, e a testa alta, parte dell’Europa e dell’Alleanza atlantica. Chi non fosse d’accordo con questo caposaldo non potrá far parte del governo, a costo di non fare il governo”, ha detto ieri sera Meloni ricordando che “l’Italia con noi al governo non sará mai l’anello debole dell’occidente. Su questo chiederò chiarezza a tutti i ministri di un eventuale governo. La prima regola di un governo politico che ha un forte mandato dagli italiani è rispettare il programma che i cittadini hanno votato”. Intanto, sono ancora molti i nodi da sciogliere in vista della formazione della squadra dei ministri. Per la poltrona di Guardasigilli torna il candidato di Meloni Carlo Nordio, a scapito di Maria Elisabetta Casellati voluta da Berlusconi. Per lei si profila l’incarico di ministra delle Riforme, sottratto a quello delle Autonomie Regionali dove dovrebbe andare Roberto Calderoli. Antonio Tajani, anche potenziale vicepremier, resta nella casella della Farnesina, ma se ci fossero altri imbarazzi, potrebbe essere sostituito da Adolfo Urso, finora indicato per la Difesa. Nel rimescolamento delle ultime ore il nome di Urso si fa anche per il ministero dello Sviluppo economico, qualora Guido Crosetto continui a rifiutare. Quanto al Viminale, Matteo Salvini ha definitivamente rinunciato al ministero in favore del prefetto Matteo Piantedosi. Il leader della Lega dovrebbe ricoprire il ruolo di titolare delle Infrastrutture e vicepremier. Tra i cinque ministeri ottenuti dalla Lega resta confermato il Mef, a Giancarlo Giorgetti.
