Fortunatamente l’Italia non ha registrato un aumento dell’indice Rt, che si attesta a livello nazionale a 1,08, mentre quelli locali, nelle Regioni e province autonome, sono tutti sotto l’1,25. Con questo dato tutti i territori sarebbero virtualmente in zona gialla, ma saranno rispettate le tre colorazioni ancora, considerando l’Italia ancora a rischio.
Sono dieci le Regioni considerate ancora a rischio alto di trasmissione, sono: Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Provincia autonoma di Bolzano, Puglia, Sardegna e Toscana, a cui si aggiunge la Calabria, giudicata “non valutabile” dai tecnici e per questo considerata a rischio alto. Tra queste dieci, nove sono a questo livello di rischio da almeno tre settimane. A questo punto le Regioni che sono state inserite nelle zone rosse e arancioni il 6 novembre possono cambiare colore.
Le Regioni che passeranno in zona arancione sono: Lombardia, Piemonte e Calabria. Nelle tre Regioni si potrà circolare liberamente nel proprio Comune dalle 5 del mattino fino alle 22, senza bisogno dell’autocertificazione. Non si può uscire però da Comune o Regione senza una motivazione valida. Riaprono i negozi, ma non i bar, pasticcerie e ristoranti, che restano chiusi al pubblico con possibilità d’asporto fino alle 22. A scuola i bambini e ragazzi vanno in presenza fino alla terza media.
Passaggio a zona gialla per Liguria e Sicilia. Riaprono al pubblico bar, ristoranti e pasticcerie, che possono ricevere clienti, ma fino alle 18, poi possono lavorare con l’asporto fino alle 22. La circolazione dei cittadini è libera, senza bisogno dell’autocertificazione, in tutta la Regione. Le regole per i territori in zona gialla sono: coprifuoco notturno, dalle 22 alle 5, mezzi pubblici con capienza ridotta della metà, chiusura per musei, cinema e teatri, e anche per i centri commerciali nei festivi e prefestivi (weekend compresi) e infine didattica a distanza dal primo anno di scuole superiori.
