Il Governo Meloni non sta perdendo un minuto di tempo sulle manovre economiche necessarie a contrastare il caro bollette. Ci saranno 23 miliardi da investire per l’energia e l’inflazione, come annunciato in conferenza stampa dalla stessa presidente del Consiglio. “Qualunque intervento di natura fiscale o previdenziale dovrà essere coperto all’interno dello stesso settore”, spiega il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Sembra che, quindi, bisognerà sacrificare altre misure, probabilmente verrà tirato in causa il Reddito di cittadinanza. La stretta ci sarà. Per i 660mila beneficiari occupabili verrà prevista la sospensione dell’assegno per sei mesi, ma in compenso ci sarà l’inserimento in un percorso di formazione e politiche attive da retribuire attraverso il Fondo sociale europeo. Quindi gli interventi non saranno drastici e la misura non scomparirà.
Cambiamenti in vista anche per le pensioni. Si parla di una quota 41, ovvero l’uscita anticipata con almeno 41 anni di contributi versati. Non è ancora chiara la soglia d’età minima. Potrebbe essere una quota 102, con 61 anni minimi (oltre ai 41 di contributi), o anche una quota 103 o 104. Bisognerà prima capire quali saranno le risorse a disposizione. Confermata, invece, la proroga per Opzione donna e Ape sociale.
E poi un primo intervento per ampliare la flat tax – probabilmente fino a 80-100mila euro più quella incrementale, sempre con aliquota al 15% – ci dovrebbe essere. Così come la stretta sul Superbonus e la modifica alla tassa sugli extraprofitti.
L’idea della neo premier è anche tagliare l’Iva, soprattutto per beni di prima necessità per le mamme come pannolini e latte in polvere, su cui si abbasserà al 5%. Previsto poi un taglio delle spese dei ministeri per una somma che ammonterebbe a 800 milioni. Tanto attesa la pace fiscale, con il saldo e stralcio per i piccoli debiti e la rottamazione delle cartelle.
L’obiettivo del Governo a guida Fratelli d’Italia è un taglio del cuneo fiscale di cinque punti percentuali: due terzi per i lavoratori e un terzo per le aziende. Si parla di misure che potranno essere attuate solo gradualmente. Permane lo sgravio contributivo del 2% valido per chi guadagna meno di 35mila euro l’anno.
