Cop27, Meloni ad Al Sisi: “Forte attenzione su diritti umani e caso Regeni”

Nel quadro degli incontri bilaterali a margine del Vertice di Sharm el Sheikh sul cambiamento climatico, la presidente del consiglio Giorgia Meloni ha incontrato anche il padrone di casa, il presidente della Repubblica Araba d’Egitto, Abdel Fattah al Sisi. Durante l’incontro si è parlato di approvvigionamento energetico, fonti rinnovabili, crisi climatica e immigrazione. L’incontro ha dato occasione a Meloni di sollevare il tema del rispetto dei diritti umani e di sottolineare la forte attenzione dell’Italia sui casi di Giulio Regeni e Patrick Zaki. A quanto si è appreso, l’incontro è durato circa un’ora.Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata  questa mattina a Sharm el-Sheik, sede di Cop27, summit sul clima, accolta dal segretario generale dell’Onu Antonio Guterres e dal presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, per ribadire l’impegno dell’Italia sul clima. Meloni è accompagnata dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. Alle 12.30 Meloni ha partecipato alla tavola rotonda ‘Just Transition’ mentre intorno alle 17 interverrà nel corso della sessione plenaria. In serata la premier ripartirà per Roma. L’Italia, sottolineano fonti diplomatiche, partecipa all`impegno di riduzione del 55% delle emissioni entro il 2030 assunto dell`Europa e al raggiungimento delle emissioni zero entro il 2050. Un concetto rilevante, per Roma, è quello della “transizione giusta”, uno degli elementi chiave riconosciuti dall`Accordo di Parigi, che significa “non lasciare indietro nessuno, e garantire che l’azione globale e locale per il clima protegga il pianeta, le persone e l’economia”. Le giornate di oggi e domani sono dedicate ai capi di Stato e di governo e potranno essere l’occasione, per Meloni, di avere un primo saluto, tra gli altri, con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il nuovo primo ministro britannico Rischi Sunak, il premier spagnolo Pedro Sanchez. Da capire se ci sarà un saluto anche con il presidente egiziano al-Sisi, vista la questione ancora aperta dell’omicidio di Giulio Regeni. Con il Primo Ministro del Regno Unito, Rishi Sunak, Meloni ha discusso le principali sfide che la Comunità internazionale deve affrontare, prima fra tutte “l`esigenza di una risposta unitaria all`aggressione russa all`Ucraina”, e insieme hanno sottolineato l`importanza della cooperazione tra Italia e Regno Unito inambito G7 e Nato. “Insieme – è stato convenuto – l`Italia e il Regno Unito potranno rafforzare il legame transatlantico”. Meloni e Sunak hanno inoltre ribadito la volontà di lavorare insieme per sviluppare ulteriormente le relazioni bilaterali tra Roma e Londra. Meloni ha avuto anche un incontro bilaterale con il primo ministro della Repubblica Federale Democratica d’Etiopia, Abiy Ahmed, al quale ha espresso soddisfazione per la recente conclusione dell'”accordo per una pace duratura attraverso la cessazione delle ostilità tra il governo etiopico e il Fronte di Liberazione del Popolo Tigrino ed ha sottolineato l’importanza di una sua efficace attuazione per il bene del popolo etiopico e la stabilitá del Corno d’Africa”. Palazzo Chigi ha sottolineato che Meloni e Abiy hanno richiamato gli storici rapporti bilaterali e discusso delle opportunitá di rafforzamento dei legami economici soprattutto in campo energetico. Meloni ha sottolineato come la collaborazione con l’Africa sia centrale per la politica estera italiana.

Il summit si è aperto ieri con l’elezione alla presidenza del ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry. “Non sorprende nessuno – ha detto – che la Cop si svolga quest’anno in un mondo che sta assistendo a disordini politici che hanno gettato una lunga ombra su tutte le nostre nazioni e hanno provocato crisi energetiche e alimentari; tuttavia queste sfide non dovrebbero essere un motivo per ritardare il nostro sforzo collettivo per combattere il cambiamento climatico. Spetta tutti noi a Sharm El Sheikh dimostrare il nostro riconoscimento dell’entità delle sfide che dobbiamo affrontare e la nostra ferma determinazione a superarle”.

“La risposta alla questione climatica è nelle nostre mani. E il tempo scorre. Siamo nella lotta delle nostre vite. E stiamo perdendo. Le emissioni di gas serra continuano a crescere. Le temperature globali continuano a salire. E il nostro pianeta si sta avvicinando rapidamente a punti critici che renderanno il caos climatico irreversibile. Siamo su un’autostrada per l’inferno climatico con il piede sull’acceleratore”. Lo ha detto il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, alla cerimonia di apertura della Cop27 a Sharm el-Sheik. “La guerra in Ucraina, il conflitto nel Sahel, la violenza e i disordini in così tanti altri luoghi – ha aggiunto – sono terribili crisi che affliggono il mondo di oggi. Ma il cambiamento climatico è su una linea temporale diversa e su una scala diversa. È il problema determinante della nostra epoca. È la sfida centrale del nostro secolo”. Infatti “molti dei conflitti odierni sono legati al crescente caos climatico. La guerra in Ucraina ha messo in luce i profondi rischi della nostra dipendenza dai combustibili fossili”. E “le crisi urgenti di oggi non possono essere una scusa per indietreggiare o fare greenwashing. Semmai, sono una ragione per una maggiore urgenza, un’azione più forte e una responsabilità effettiva”. “L’attività umana è la causa del problema climatico. L’azione umana deve essere la soluzione. Ci stiamo avvicinando pericolosamente al punto di non ritorno. Per evitare quel terribile destino, tutti i paesi del G20 devono accelerare la loro transizione ora, in questo decennio. I paesi sviluppati devono prendere l’iniziativa. Ma le economie emergenti sono anche fondamentali per piegare la curva delle emissioni globali”. Per questo, è stato l’appello del segretario generale Onu, “chiedo un patto storico tra le economie sviluppate e quelle emergenti: un patto di solidarietà climatica. Un patto in cui tutti i paesi compiono uno sforzo in più per ridurre le emissioni in questo decennio in linea con l’obiettivo di 1,5 gradi. Un patto in cui i paesi più ricchi e le istituzioni finanziarie internazionali forniscono assistenza finanziaria e tecnica per aiutare le economie emergenti ad accelerare la propria transizione alle energie rinnovabili”. “Le due maggiori economie, Stati Uniti e Cina, hanno la responsabilità particolare di unire gli sforzi per trasformare questo Patto in realtà. L’umanità ha una scelta: cooperare o perire. È un patto di solidarietà per il clima o un patto di suicidio collettivo”, ha concluso Guterres.

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