Ieri a Bruxelles il ministro dell’Economia ha incontrato, separatamente, la ministra delle Finanze dei Paesi Bassi, Sigrid Kaag e il presidente dell’Eurogruppo e ministro delle Finanze irlandese, Paschal Donohe. Nel corso di entrambe le riunioni, definite “cordiali e costruttive”, si sono toccati i temi del caro energia, del Pnrr e della modifica del patto di stabilità. Giorgetti ha posto l’accento – in vista della manovra – sull’approccio “prudente e realista che tiene conto, da un lato, del buon andamento dell’economia confermato dalle ultime rilevazioni dell’Istat e, dall’altro lato, dei rischi al ribasso, collegati specialmente al mercato dell’energia e all’inflazione”. Si è discusso anche di Mes, e l’Italia non ha chiuso sul capitolo, come la Germania.
“E’ stato un bell’incontro, con rapporti positivi, dove tutti sono consapevoli che devono fare la propria parte, anche l’Italia, a partire dal debito e sulla riforma del patto di stabilità che deve basarsi su alcuni requisiti, prima di tutto la semplicità, la comprensibilità e la fattibilità”, ha dichiarato il ministro Giorgetti al termine della riunione dove ha sottolineato l’importanza di un approccio responsabile e sostenibile per l’economia italiana e il contrasto al caro energia.
“Dobbiamo – ha aggiunto – essere pronti e reattivi, flessibili alle circostanze avverse, prima la pandemia, oggi la crisi energetica e per questo motivo è importante distinguere tra politiche comuni e debito comune. Sicuramente in materia di energia dove la Ue deve essere unita per non farsi del male da sola”.
Giorgetti ha sottolineando l’approccio prudente e realista che intende portare avanti il governo italiano, tenendo conto da un lato del buon andamento dell’economia, confermato dalle ultime rilevazioni dell’Istat, e dall’altro lato dei rischi al ribasso, collegati specialmente al mercato dell’energia e all’inflazione.
Nel corso dei bilaterali sono stati infatti approfonditi i temi del caro energia, del Pnrr e della modifica del patto di stabilità.
Giorgetti, in particolare, ha sottolineato l’importanza di una politica comune per contrastare gli aumenti del prezzo dell’energia ricordando il costo che molti Paesi hanno pagato a causa delle divisioni a livello europeo.
Il titolare del dicastero di via XX settembre ha inoltre evidenziato, in una prospettiva di un governo di lunga durata e forte di una maggioranza stabile uscita dalle urne lo scorso 25 settembre, la necessità di una nuova governance europea che tenga conto delle caratteristiche economiche e finanziarie specifiche dei diversi Paesi dell’Unione, e che riconosca il valore centrale della crescita nel garantire la sostenibilità.
Il ministro Giorgetti ha incontrato in serata l’omologo francese Bruno Le Maire per uno scambio di vedute sulle politiche dei rispettivi paesi e in vista della riunione Ecofin in programma domani.
E Salvini assicura che la manovra “Entro 10 giorni sarà in Parlamento”. Il sottosegretario all’Economia Freni ha dichiarato che l’esecutivo ha intenzione di non applicare balzelli alle elargizioni delle imprese, in modo tale da aiutare le famiglie contro il caro vita. Il progetto si aggiunge alle ipotesi che il presidente del Consiglio Meloni potrebbe lanciare per sostenere i lavoratori e non solo.
Il settore delle detrazioni sarà presto oggetto di un’attenta verifica da parte del nuovo esecutivo, che nella legge di Bilancio potrebbe apportare alcune sostanziali modifiche. Una di queste sarà l’arrivo di una tassa piatta al 15%, che sarà probabilmente valida per coloro che hanno un reddito fino a 90mila euro. Sarà introdotto anche il “quoziente familiare”, che vedrà il suo esordio nella revisione del Superbonus 110%, che passerà al 90%.
L’agevolazione al 110% per ristrutturare casa ha un peso enorme sul bilancio pubblico. Il governo pensa di rivedere la misura. L’ipotesi è di ridurre l’agevolazione al 90% ma di ammettere di nuovo al beneficio le villette, con – però – vincoli più stringenti.
Caro energia, andamento dell’inflazione e salari bassi: queste le emergenze su cui si concentrerà il primo confronto fra il nuovo esecutivo e i rappresentanti dei lavoratori. All’attenzione anche la necessità di un taglio al cuneo fiscale, un obiettivo che il ministro del Lavoro, Marina Calderone, prevede di raggiungere “in tempi brevi”.
