L’anno prossimo la Germania emetterà debito intorno ai 180 miliardi, che corrispondono a circa il 6% del Pil. La pandemia ha costretto già oggi Berlino a stanziare oltre 200 miliardi di euro per tamponare il fall-out delle chiusure da quarantena, erogando sostegno a tutte le imprese colpite dalle restrizioni governative. La mossa della Merkel sembra essere da un lato un assist a Christine Lagarde in vista del board spartiacque del 10 dicembre, di fatto il regalo di addio della presidenza di turno tedesca all’Unione, dall’altro è un chiaro segnale di una profonda crisi in arrivo il prossimo anno, con tempi ancora più duri per l’intera economia. L’Europa è su un crinale. Molto simile per pericolosità a quello del 2011-2012. Apparentemente, nessun indicatore pare però sposare questa tesi. Gli indici azionari corrono e gli acquisti in seno al programma Pepp hanno schiacciato all’inverosimile gli spread sovrani dei Paesi maggiormente sensibili ai premi di rischio sul debito.

