La Premier Giorgia Meloni è “orgogliosa” della sua prima legge di bilancio. Di diverso avviso sono le opposizioni che giudicano la manovra priva di prospettiva e non adeguata a risolvere la crisi economica che potrebbe colpire l’Italia nei primi mesi del prossimo anno. Un giudizio condiviso anche dal presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, che in un’intervista a La stampa ha definito la legge di bilancio “a tempo e senza visione”, con le misure contro il caro energia solo fino ad aprile. E pure nella stessa maggioranza si registra un’euforia più contenuta nelle ultime ore: è “povera e insufficiente”, lamenta qualche leghista, FI preme già per aumentare ulteriormente le pensioni minime e Noi moderati mette in dubbio l’opportunità di lanciare subito Quota 103. Consapevole di ciò ieri mattina Giorgia Meloni ha difeso le scelte del Governo sui social: “Una legge di bilancio coraggiosa e concreta, che bada al sodo e offre una visione sulle priorità economiche. Favorire la crescita, aiutare i più fragili, investire nelle famiglie, accrescere la giustizia sociale, sostenere il nostro tessuto produttivo, scommettere sul futuro: questa la nostra ricetta per ridare forza e visione all’Italia. Avanti a testa alta”.
Intanto nei corridori si parla già di possibili modifiche e i partiti in Parlamento si aspettano di poter avere qualche margine d’intervento. Su questo il Mef è al lavoro anche se il fondo per interventi parlamentari sarà ridotto all’osso e, filtra da via XX settembre, prevederà una quota per l’opposizione. Comunque sia le principali modifiche sono attese dal centrodestra. “Mi domando se quota 103 sia fondamentale farla in questa manovra e non l’anno prossimo”, osserva il leader di Nm, Maurizio Lupi, “forse è più efficace farla nel 2024 con una riforma complessiva del sistema pensionistico”. Non risultano contatti fra la Premier e Silvio Berlusconi: per il leader di FI, il testo è migliorabile e ha dato mandato a presentare emendamenti su pensioni minime, defiscalizzazione e flat tax, continuando il pressing per lo sblocco dei crediti del superbonus nell’Aiuti quater. Ufficialmente la Lega è “contenta e soddisfatta”; Matteo Salvini nella riunione con i suoi parlamentari ha difeso il senso politico della manovra, “dare di più a chi ha di meno”, consapevole che gli spazi per strappare altro sono ridottissimi. Il messaggio, in sostanza, è “faremo meglio nelle prossime manovre”. Le prossime ore ci diranno come si comporterà la maggioranza anche se al momento non sembra che si saranno particolari fibrillazioni.
