Carlo Calenda presenta in Senato la contromanovra del Terzo Polo: otto proposte su fisco, welfare e sviluppo che, a parità di coperture, “offrono risposte vere al Paese”. La prima legge di bilancio del Governo Meloni viene bocciata senza appello dal leader di Azione: “Una presa in giro, in primis per gli elettori del centrodestra”. Poi, un po’ a sorpresa, la mano tesa alla premier: “Chiediamo un incontro urgente, lei è nuova” nel ruolo e “credo vada aiutata, non solo contestata. Noi siamo disponibili”. La vera sorpresa viene in serata da Palazzo Chigi che fa sapere che l’incontro Meloni-Calenda si farà la settimana prossima; di certo c’è da registrare che nel corso della stessa conferenza stampa, con una doppia mossa, Calenda aveva aperto anche a una convergenza tematica con Pd e M5S in Parlamento per portare a casa il salario minimo (inserito tra i punti della sua contromanovra e presente anche nel programma degli altri due partiti). “Me lo auguro”, risponde il capogruppo del M5S alla Camera Francesco Silvestri mentre il leader pentastellato Giuseppe Conte apre e rivendica: “Sul salario minimo io è dal primo giorno che ho presentato una proposta: quindi in Parlamento se si uniscono altre forze è un bene. Lo vedremo”. E i dem, plaudendo all’apertura, rilanciano sul coordinamento delle opposizioni: “Che ci sia almeno sui temi”.
Se le intenzioni, almeno a parole, da parte delle tre principali forze politiche di minoranza sono agli atti, sulle modalità di opposizione alla manovra, invece, le ricette restano molto diverse: il Pd ha annunciato, il 17 dicembre, la prima manifestazione nazionale contro la manovra; il Movimento 5 stelle sta valutando le sue iniziative senza sbilanciarsi su una possibile piazza comune; Azione e Iv preferiscono insistere sui temi in Parlamento. Calenda lo dice in gergo romanesco: “Delle manifestazioni sulla finanziaria non me ne può fregar di meno. È una manovra talmente demenziale che è smontabile su ogni cosa con delle proposte. Dico al Pd sediamoci e discutiamo. Poi se vogliono andare in piazza il 17, andassero in piazza”. Tra le proposte del Terzo polo c’è la cancellazione del reddito di cittadinanza a favore di un reddito d’inclusione potenziato, una riforma sistemica del fisco e il family act: “Avevano detto aboliamo il Rdc e poi non sanno come farlo. Allora io chiedo a Meloni, se è così, che hai fatto all’opposizione?” incalza il leader di Azione.
