Le continue mistificazioni della sinistra, che tenta perennemente di far apparire Giorgia Meloni come una seguace di Mussolini, pronta ad instaurare un regime dittatoriale, non stanno avendo il riscontro sperato. La premier non si è indebolita neanche un po’ agli occhi degli italiani e fa un balzo clamoroso al 31,4%! Un clamoroso sondaggio di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera ha zittito i malpancisti di sinistra: in questo primo mese dall’insediamento del nuovo Governo, a guida della leader di Fratelli d’Italia, il suo partito è salito di 4 punti.
In particolare, il gradimento per il governo passa dal 42% del 27 ottobre al 46% del 24 novembre, quello per la premier passa dal 44% al 49%. Se consideriamo l’indice di gradimento, ovvero il rapporto tra positivi e negativi, il dato sale rispettivamente al 55% e al 58%. A seguire Fratelli d’Italia, ma molto da lontano, c’è il M5S che con il 17,5% consolida il proprio vantaggio sul Pd, ormai attestato al terzo posto. I dem, in un mese hanno perso l’1,6%, attestandosi al 17,2%. Al quarto posto si trova la Lega al 7,3%, che perde lo 0,7%, mentre Forza Italia lo guadagna, arrivando al 6,8%, alla pari con Azione-Italia Viva, che però rispetto a un mese fa registra un calo dello 0,3% e rispetto alle elezioni di un punto tondo. Guadagna uno 0,5% in più l’Alleanza Verdi e Sinistra, ma dato che l’analisi del gradimento si è arrestata il 24 novembre, probabilmente la gente non ha ancora preso consapevolezza del caso Soumahoro, riguardante i maltrattamenti nelle coop gestite dalla sua famiglia.
In merito agli altri partiti, in un mese +Europa perde lo 0,8%, scendendo al 2,1%, al pari con Unione popolare, che ha perso lo 0,1%; ItalExit perde lo 0,7%, fermandosi all’1,7%; Italia popolare e sovrana guadagna lo 0,2% e raggiunge l’1,2%, come Noi Moderati, che guadagna lo 0,1%. Dunque, a conti fatti, il centrodestra trainato da FdI arriva al 46,7%, in costante crescita rispetto al giorno del voto, quando ottenne il 43,8%, mentre il centrosinistra, affossato dal Pd, scende al 23,5%, in costante calo rispetto al 26,1% delle elezioni.
