Giorgia Meloni torna a parlare del Pnrr e lo fa intervenendo in collegamento all’evento l’Italia delle Regioni. La premier resta fisicamente a Palazzo Chigi, dove potrebbe convocare per la prossima settimana una nuova cabina di regia sul Pnrr, che potrebbe essere seguita dal varo di un decreto-legge ad hoc per chiudere quegli obiettivi che hanno bisogno di una cornice normativa. “Ne stiamo discutendo con la UE”, assicura anche il ministro Adolfo Urso mentre Matteo Salvini, volato a Bruxelles, vede “tanta disponibilità a ridiscutere tempi e modi” del Pnrr. Il punto, sottolinea ancora una volta la premier, è che il Pnrr è stato pensato prima della guerra in Ucraina e ora “è evidente a tutti che non è più sufficiente”. Mentre richiama la Ue a “fare di più” a partire dall’energia, Meloni ricorda anche che bisognerà “valutare le priorità” del Piano firmato da Mario Draghi perché “il caro materie prime mette a rischio” la realizzazione concreta degli interventi.
Nessuna intenzione, garantisce il ministro Raffaele Fitto che ha in mano il dossier, di andare allo scontro, ma di proseguire, come fatto finora, con il “confronto positivo” di queste settimane. Bruxelles in effetti non chiude alla possibilità di modifiche anche perché c’è anche la possibilità di emendare i piani aggiungendo il capitolo legato “al nuovo programma Repower Eu”, ricorda il Commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni, che indica per l’inizio della prossima settimana il momento del giudizio Ue sulla manovra italiana. Per la gestione del Pnrr, assicura Meloni, il nuovo Governo vuole creare una “forte sinergia” a tutti i livelli. Ci sarà un coinvolgimento, come non è stato fatto finora, lamentano i presidenti delle Regioni, su tutte le politiche, magari con una cabina di regia sulla falsariga di quella messa in piedi per il Piano. E lo stesso vale per l’autonomia differenziata di cui si inizierà a parlare all’inizio del 2023.
Intanto, domani chiamerà di nuovo al confronto la sua maggioranza in vista della scadenza degli emendamenti alla legge di Bilancio. Il messaggio deve arrivare forte e chiaro: i partiti di governo già hanno avuto soddisfazione nella stesura di una legge che contiene “marcate scelte politiche” e dovrà evitare di inondare la Commissione di proposte di modifiche. Le risorse sono quelle che sono, molto poche, e semmai bisognerà cercare di dare spazio anche alle istanze delle opposizioni, a partire da quelle del Terzo Polo più aperto al dialogo e che ha sottoposto già nelle scorse settimane le sue proposte alla premier. “Noi siamo pronti a parlare con tutti” ribadisce il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari, che chiude a una proroga del Superbonus, difende la scelta dell’esecutivo di eliminare le sanzioni sui Pos perché “lo Stato non può imporre di vendere in perdita” e conferma che c’è un interesse alla proposta di Carlo Calenda di utilizzare i fondi non spesi del Pnrr per il programma Transizione 4.0 per un nuovo round di aiuti all’ammodernamento delle imprese.
