La tradizionale prima al Teatro La Scala di Milano è stata leggermente funestata (o
almeno hanno tentato di farlo) da una singolare protesta del CUB (Confederazione
Unitaria di Base), sindacato dei lavoratori del teatro; che hanno manifestato e tentato
di impedire al Presidente del Consiglio in carica Giorgia Meloni di entrare, tentativo
ovviamente non riuscito, promuovendo addirittura una petizione online a tal fine, da
più parti bollata come una iniziativa stupida.
A parte il fatto che cercare in qualche modo fosse anche non violento, di impedire a
qualcuno di non andare dove vuole, è a tutti gli effetti una violenza privata: se si va a
ben vedere tale reato lo commette anche chi occupa un parcheggio libero e impedisce
ad altri di accedervi, quindi ci sta tutto, almeno questo dice la legge.
E personalmente, che tale scopo sia stato raggiunto o meno, fossi in Giorgia Meloni
una denuncia in questo senso l’avrei già depositata presso la Procura di competenza;
ma che stiamo scherzando, ogni libero cittadino ha pieno diritto facoltà e Libertà di
andare dove vuole quando vuole, e chi si credono di essere questi signori per
ostacolare o impedire tale diritto?
Ma quel che lascia sconcertati, sono poi le motivazioni che i protestanti hanno
proferito nel tentativo (per altro patetico) di giustificare questa loro posizione di
protesta, e qui di seguito riporto le precise parole del responsabile sindacale del CUB
di Milano Giuseppe Fiorito raggiunto dalla Redazione del quotidiano Libero: “La
Signora ha un certo pedigree, è cresciuta alla Garbatella, è cresciuta con l’humus del
fascismo, la sua formazione politica arriva del Fronte della Gioventù che ha tra le sue fila
la figlia di Pino Rauti, noto esponente italiano del fascismo stragista, nonché segretario
Msi.”
Ora lasciando perdere le polemiche sul fascismo che sono la solita solfa propinata da
coloro che sono privi di qualunque argomento o idea. Ma vorrei sapere dal signor
Giuseppe Fiorito, la Meloni viene dalla Garbatella, e con questo? Forse intende dire che
un quartiere romano (per altro fra i più noti e famosi) perché di tipo “popolare” lo
reputate alla stessa stregua di un getto di borgatari? Be se questo è il pensiero di questo
signore (si fa per dire ovviamente) è strano assai, soprattutto detto da uno come lui che
si definisce uomo di sinistra; forse ignora che alla Garbatella non sono certo poche le
persone di sinistra, anzi sono la stragrande maggioranza.
Ma prendendo alla lettera il suo pensiero, quindi coloro che vengono dal quartiere
Garbatella non sono degni di entrare alla Scala, non potrebbero farlo nemmeno chi viene
da altri quartieri popolari, o da quelli definiti borgate? Io sono cresciuto a Ostia Lido
quartiere di Roma spesso malfamato, quindi nemmeno io potrei assistere ad evento al
Teatro La Scala? Nemmeno quelli che vengono dal Tufello, Primavalle e Magliana?
Chissà cosa ne avrebbero pensato in merito a queste parole personaggi come: Pasolini,
Sordi, Arena; o cosa hanno da dire attori come Montesano, Mastandrea e Amendola? E
caso strano tutti di sinistra, nemmeno loro che alla Garbatella ci vivono non sono degni
di veder rappresentare alla Scala le loro opere, o recitare?
La sinistra si riempie tanto la bocca di buonismo, di essere contro le discriminazioni,
contro il razzismo, parlando di uguaglianza, e poi si scopre che sono i primi ad essere
discriminatori razzisti? Bravi davvero bravi, meritevoli di un Nobel per l’ipocrisia.
Forse vi sfugge signor Giuseppe Fiorito e signori e signore del CUB, che ieri avete messo
in atto un tentativo lesivo della persona non solo cercando di impedire il suo diritto ad
andare dove vuole, ma avete commesso proferendo quanto su riportato un vero e proprio
atto di discriminazione e razzismo, che se fosse passato quel famoso e tanto acclamato
Decreto Zan, attraverso questo sareste stati facilmente perseguibili; ma pur non essendo
in vigore tal decreto, le leggi in questo senso esistono già, e parlano molto chiaro. E
personalmente essendo io romano di nascita, e avendo vissuto tanto a Ostia, come anche
per breve periodo alla Garbatella, mi ritengo offeso e indignato dalle parole da voi
proferite, e pretendo a nome di tutti i cittadini di Roma e della Garbatella le vostre sincere
scuse da rendere pubblicamente.
Andrea Franchi
