I fatti risalgono a circa due mesi fa, ma la notizia è giunta a noi in questi giorni: la Giudice Vivian
Polania, è stata sospesa dal suo incarico per tre mesi, a causa del suo comportamento non consono,
ma diciamo pure scandaloso a dir poco.
Il fattaccio si è consumato durante una udienza in Procura, dove la Giudice aveva una udienza per
decidere se confermare la carcerazione di un imputato per terrorismo appartenente a una fazione
paramilitare, oppure rimetterlo in libertà.
L’udienza che si svolgeva in videoconferenza, con l’imputato collegato dal carcere e la Giudice nel
suo Ufficio. Succede che nel collegarsi, la donna è visibilmente ubriaca, e vestita solo con una
maglietta che lascia intravedere che non indossava null’altro, e fumava una sigaretta che però
sembrava ben altro (probabilmente uno spinello); insomma del tutto sconcia, e giustamente sia
l’imputato che il suo avvocato sono rimasti scioccati da tale immagine, tanto che l’avvocato ha fatto
notare la cosa alla donna che la webcam era accesa e lei fosse ben poco vestita.
Come ovvio l’episodio è giunto alla attenzione dell’ufficio disciplinare (cosa che ahinoi qui in Italia
non abbiamo) che ha sospeso la Giudice per tre mesi.
In verità, la Giudice Vivian Polania non è nuova ad atteggiamenti poco consoni al suo ruolo, infatti è
famosa con il nomignolo “la juesa sexy” (la giudice sexy); come si può evincere anche da numerose
foto di lei che girano sul web, nelle quali tutto sembra tranne un giudice; nel migliore dei casi può
sembrare una rockstar.
Personalmente ho vissuto diversi anni in Colombia, in un periodo molto difficile a causa della guerra
scatenata dal “Cartello di Medellin” di Pablo Escobar, e di cose ne ho viste e sentite tante una
peggiore dell’altra; ma mai e sottolineo mai una cosa simile.
Giudici, poliziotti, politici, giornalisti, che erano persone serissime e irreprensibili, pagarono a prezzo
della loro vita il loro impegno e onestà nello svolgimento del loro lavoro e ruolo, e che oggi sono
stati infangati dal comportamento inadeguato della Giudice Polania.
Ovviamente lungi da me il voler giudicare la vita di una persona, ci mancherebbe altro; ma va da se,
che se hai un ruolo istituzionale, specie se tanto delicato come quello di chi deve giudicare le
persone per reati anche molto gravi, deve essere del tutto e per tutto irreprensibile e onorare in
ogni ambito la carica che si riveste.
Almeno in Colombia hanno gli uffici disciplinari che si attivano celermente in questi casi, con i dovuti
provvedimenti; in Italia questo non esiste, e se ci domandiamo, se fosse accaduto da noi cosa
sarebbe successo? Per rispondere a questa domanda ci vorrebbe un articolo a parte, ma basti
pensare che sarebbe un procedimento molto lungo, e niente affatto celere, nel quale si dovrebbe
attivare il CSM (Consiglio Superiore della Magistratura), praticamente le famose calende greche.
E questo è dovuto al teorema della totale indipendenza della magistratura; che basta vedere i casi
Palamara o processi come quello subito da Enzo Tortora, per avere una idea di quanto costa tale
indipendenza spesso troppo spesso impunita.
Andrea Franchi
