Aiuti alle imprese, Meloni pressa von der Leyen sul maxi fondo Ue

Sul fronte delle imprese, l’obiettivo della premier Giorgia Meloni, dopo il confronto avuto ieri con la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, è quello di realizzare un programma di aiuti al livello europeo anche per rispondere al piano anti-inflazione varato dall’amministrazione Usa. Nel corso dell’incontro la presidente della Commissione ha garantito a Meloni che presenterà una proposta prima del Consiglio europeo del 9-10 febbraio, ribadendo l’approccio in due fasi: prima un allentamento delle regole sugli aiuti di Stato e poi, in estate, l’istituzione di un “Fondo per la sovranità europea”. Meloni però ha tenuto il punto insistendo sulla posizione del governo: il via libera italiano sarà condizionato alla realizzazione del fondo, che dovrá avvenire contestualmente all’allentamento dei vincoli sugli aiuti di Stato. Non successivamente. L’Italia – questo il suo ragionamento – non è la Germania, ha margini di spesa inferiori. Muoversi solo in questa direzione metterebbe a rischio la tenuta dei conti pubblici e creerebbe disparitá tra le imprese europee. Ursula von der Leyen è ben consapevole dei limiti imposti dal debito pubblico italiano, ma anche degli ostacoli politici rappresentati dalla posizione di alcuni governi, su tutti quello tedesco. Come è noto, ieri al tavolo si è parlato anche della revisione del Pnrr, dei quasi 10 miliardi di euro in piú che l’Italia avrá a disposizione tra le risorse del RepowerEU, quelle dei fondi di coesione non utilizzati e quelle per lo sviluppo rurale. Non sembrano esserci grandi ostacoli. Certo resta la linea rossa del 2026, anno entro il quale andranno spesi tutti i soldi del piano.

Al summit Ue di febbraio si parlerá anche di immigrazione, come richiesto dalla premier italiana a dicembre, e ieri è stata l’occasione utile per Meloni per approfondire un capitolo che resta complicato e divisivo, nonostante le apparenti convergenze. Secondo fonti di palazzo Chigi, Meloni avrebbe raccolto la disponibilitá della presidente della Commissione a considerare un percorso differente nella gestione dei profughi, tra chi ha diritto all’accoglienza e i migranti che invece fuggono da condizioni di povertá. “Certamente va trovata una soluzione europea” è stata la risposta di von der Leyen. Di fronte alle lamentele avanzate da Meloni circa la mancata applicazione del piano per la redistribuzione su base volontaria, quello varato nel giugno scorso in attesa di trovare un accordo sul Patto per l’immigrazione, la presidente della Commissione ha mostrato un’apertura, seppur generica, alla possibilità di aumentare i finanziamenti ai Paesi di partenza e di transito dei migranti e a ragionare su una rete di hot-spot in Nord Africa.

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