PD ai minimi storici, Meloni scansa tutti e vola oltre il 31%

È iniziato molto bene l’anno per Fratelli d’Italia, non solo perché è finalmente riuscita a conquistare il Governo dalle ultime elezioni politiche, ma anche perché inaugura il 2023 con il proprio record di consensi. Ora il partito di Giorgia Meloni vola altissimo, oltre il 31%. Un risultato che fa gola alla sinistra, che non può che guardare dal basso registrando preferenze ai minimi storici.

Il partito della premier nell’ultimo sondaggio Swg per conto di La7, il primo del 2023, si attesta al 31,3%, ossia +0,7% rispetto al 19 dicembre scorso. Registra una crescita anche il Movimento 5 Stelle (+0,3%) che si attesta al 17,7% staccando di quasi 4 punti il Partito democratico al 14%, in calo dello 0,7%.

Pochi punti per gli alleati di Giorgia Meloni. Continua a scendere la Lega di Matteo Salvini, che registra l’8,5%, perdendo mezzo punto rispetto all’ultimo mese. Segue il Terzo polo al 7,5% (-0,3%) e sotto troviamo l’altro alleato di Governo, Forza Italia, che a differenza della Lega, pur se al 6,9%, registra un incremento di voti del 0,8%.

In basso ci sono i partiti più piccoli: Verdi e Sinistra italiana sono a quota 3,7% (-0,3%), +Europa è al 3,0% (+0,2%), poco sopra il 2% vi è Italexit, Unione popolare perde poco (-0,2%) e si attesta al 1,6 e Noi modernati all’1,1% (+0,2%). Le altre liste attestano i propri consensi al 2,5%.

Meloni domina la classifica dei partiti, ma dovrà fare i conti con le lamentele sul caro benzina, tema più discusso del momento. Dall’inizio dell’anno i carburanti sono tornati a costare più del solito. Ma l’On. Ylenia Lucaselli (FdI) spiega come le risorse limitate a disposizione dell’esecutivo non abbiano permesso decisivi interventi sull’argomento: “Il governo ha dovuto compiere una scelta e si è orientato su interventi importanti per i lavoratori, famiglie e imprese, chi è più in difficoltà, rinunciando alla proroga dello sconto sulle accise. Sul caro carburanti, in questi giorni, l’Esecutivo ha comunque avviato una duplice azione: attività di controllo della Guardia di Finanza per stroncare attività speculative, e mandato al garante preposto alla sorveglianza sui prezzi per monitorarne l’andamento”, ha scritto sui social difendendo il centrodestra dalle accuse dell’opposizione sull’inerzia del governo. Peraltro Lucaselli ricorda al centrosinistra che “ in oltre un decennio di governo non è stata assunta alcuna iniziativa per tagliare le accise”.

Per quanto concerne l’indice di fiducia nel presidente della Repubblica Sergio Mattarella, secondo i dati riportati da Trend Online, la percentuale è pari al 58,2%. Faro puntato anche sulle preferenze registrate dalle cariche istituzionali: il presidente del Senato Ignazio La Russa attesterebbe i propri consensi al 25,6%. Lorenzo Fontana, presidente della Camera, registra invece un 22,3%.

CC

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