Il Quirinale spinge per completare l’elezione dei membri laici al Csm

Dopo la bufera del “caso Valentino”, scoppiata in seguito alla decisione di FdI di cambiare in corsa il proprio candidato Giuseppe Valentino, risultato indagato in un processo di ndrangheta, il Parlamento in seduta comune deve tornare a riunirsi per eleggere il decimo componente da mandare al Csm: deputati e senatori, infatti, sono stati convocati per martedì 24 gennaio. A imprimere l’accelerazione è stata la moral suasion esercitata dal Quirinale che vorrebbe vedere l’organo di autogoverno dei magistrati nel pieno delle sue funzioni nel più breve tempo possibile dopo i 4 mesi di prorogatio di quello precedente presieduto da David Ermini: ci sono anche altre scadenze che incombono e che “sarebbe bene affrontare” con il nuovo Csm al completo, a cominciare dalle inaugurazioni dell’anno giudiziario in Cassazione e nelle varie Corti d’Appello. In più, si fa notare nel centrodestra, l’accordo sul nuovo candidato di FdI Felice Giuffré “ormai è stato trovato” e “non dovrebbero esserci sorprese”.

Nel frattempo, però la polemica nella maggioranza non si placa e sono molti quelli che parlano di “vicenda mal gestita” e di “dilettanti allo sbaraglio”, perché “si sarebbe dovuto sapere prima che Valentino era indagato” e che dei “5 Stelle non ci si può mai fidare”. Soprattutto in FdI, si sostiene che “un accordo senza di loro sarebbe stato possibile” consentendo al Pd di avere “due candidati”, invece, è il rimprovero, si è voluto “accontentare tutti” non pensando che poi alla fine i parlamentari di Giuseppe Conte“non avrebbero rispettato i patti”. Senza contare, si aggiunge, che il M5S non ha votato neanche il nome indicato dai renziani, Ernesto Carbone, e che quelli del Terzo Polo hanno quindi ignorato il prescelto pentastellato, Michele Papa. Polemiche a parte, nel caso in cui Felice Giuffrè dovesse passare, resterebbe aperta la questione su chi possa aspirare poi alla vicepresidenza e sono molti nel centrosinistra a ipotizzare che alla fine possa farcela Roberto Romboli voluto dal Pd. Intanto, in linea con l’impegno preso dalla premier Giorgia Meloni a Palermo dopo l’arresto del boss Matteo Messina Denaro, la maggioranza accelera sull’istituzione della Commissione Antimafia.

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