Cospito: tensione tra FdI e Pd al Senato

Dopo le tensioni dei giorni scorsi, lo scontro sul caso Cospito si è spostato in Commissione Affari costituzionali Bilancio del Senato, con un iniziale “Aventino” dei senatori Pd e M5S, non del Terzo polo, che hanno disertato per qualche ora le sedute sul decreto milleproroghe. La protesta era contro il presidente della Commissione, il senatore di FdI Alberto Balboni, che aveva rilanciato a Palazzo Madama le accuse al Pd di Giovanni Donzelli. Ma Balboni non è stato il solo: il capogruppo di Fdi alla Camera Tommaso Foti, citando Il Fatto Quotidiano, ha dichiarato che gli esponenti Pd, che a gennaio hanno incontrato in carcere Cospito, si sarebbero prestati alla richiesta dell’anarchico di incontrare anche alcuni detenuti mafiosi. Immediata la replica dei dem: “Caro Foti le spiegazioni le devono dare i suoi colleghi di partito, il ministro Nordio e la presidente del consiglio Meloni. Non certo noi. Gli incontri nel carcere li abbiamo fatti perché erano il motivo della nostra visita come abbiamo ribadito allo stesso Cospito”. Intanto, su questo caso e sul 41 bis il Governo tira dritto: l’ha ribadito Giorgia Meloni: “Abbiamo sempre detto che lo Stato non tratta con la mafia. Lo Stato non tratta neanche con il terrorismo. Se stabilissi il principio che chiunque, al 41 bis, se fa lo sciopero della fame viene tolto dal 41 bis, domani quanti mafiosi avremmo che fanno lo sciopero della fame?”.

La premier non è entrata però nell’aspetto politico della vicenda, dopo gli attacchi in Aula del deputato di FdI Giovanni Donzelli ad alcuni parlamentari Pd, accuse che Donzelli ha sostenuto citando alcune conversazioni fra l’anarchico e detenuti della criminalità organizzata sulla battaglia comune contro il carcere duro. La lettura in Aula di quelle frasi da parte del deputato ora è al vaglio della procura di Roma, che indaga per rivelazione di segreto d’ufficio. Intanto il dem Enrico Borghi ha reso noto che “Il Dap ha risposto, in via formale, precisando che le intercettazioni rese note in Parlamento da Donzelli sono dati non divulgabili e non cedibili a terzi”. Ma il Guardasigilli Carlo Nordio ha chiarito: “La natura del documento non rileva e disvela contenuti sottoposti al segreto investigativo o rientranti nella disciplina degli atti classificati”. Sull’ipotesi che Donzelli abbia offeso i parlamentati del Pd si esprimerà il Giurì d’Onore. La composizione, 5 deputati, sarà annunciata in Aula oggi: con ogni probabilità, a guidarlo sarà lo stesso Presidente della Camera Lorenzo Fontana.

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