In questa legislatura, anche le Commissioni d’inchiesta potrebbero diventare un’arma di battaglia politica. Tra Camera e Senato sono stati presentati progetti di legge per istituire ben 36 bicamerali per indagare su questioni che vanno dall’uso politico della magistratura, alle violenze degli anni ’60 e ’80, ai rapporti tra Lega e autorità russe nel 2019. E dopo la richiesta di FI di accelerare l’istituzione di quella sull’uso politico della giustizia il dibattito torna a infiammarsi, tanto che i capigruppo di maggioranza a Montecitorio hanno raggiunto una prima intesa su un pacchetto di 16 bicamerali che porterebbe 7 presidenze a FdI, 4 alla Lega, 3 o 4 a FI e 1 o 2 a Noi Moderati.
Al partito di Meloni andrebbero l’Antimafia, quella sul Covid, la vigilanza su Cdp, quella sull’Anagrafe Tributaria e il Comitato Schengen; da decidere tra FdI e Lega, la presidenza della commissione sulla morte di David Rossi. Al partito di Matteo Salvini dovrebbe andare la guida della bicamerale sul Federalismo Fiscale e quella sulle Ecomafie oltre a quella per il controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale. Secondo lo schema a FI andrebbe la presidenza della Commissione per le Questioni Regionali, mentre punta anche a quella sui Femminicidi. Non è certa la costituzione della Commissione sulle banche voluta da Zanettin (FI). All’opposizione, come da regolamento, andrebbe la Vigilanza Rai, per la quale è in corso un braccio di ferro tra Iv e M5S. Nel caso si riuscisse a istituirle tutte, per deputati e senatori il lavoro si decuplicherebbe considerando anche l’impegno nelle Commissioni e nelle Giunte permanenti. Pertanto, un’ulteriore sforbiciata sarà inevitabile visti soprattutto che al Senato ci sono solo 200 senatori. Al netto delle più importanti come la Vigilanza e l’Antimafia, le altre spaziano sui temi più vari.
