Superbonus 110%: Le verità scomode sulla misura varata dal governo Conte.

In questo articolo che fa eco a quello precedente di questa mattina, riassumiamo gli aspetti negativi
del Superbonus 110%.
Prima di tutto, va sottolineato che il Bonus è stato varato dal governo Conte nel 2020 con l’obiettivo
di incentivare la ristrutturazione degli edifici e la riqualificazione energetica degli immobili.
Tuttavia, la misura ha sollevato alcune critiche da parte di economisti (fra i quali lo stesso Mario
Draghi) e di enti come l’Agenzia delle Entrate, la Corte dei Conti e anche la Commissione Europea.
In particolare, uno degli aspetti negativi del Bonus 110% è rappresentato dall’alto costo sostenuto
dallo Stato per finanziare gli incentivi previsti, che però non prevedevano nel decreto alcun criterio
di contrattazione sul prezzo dei lavori, né una certificazione ISEE, cosa della quale in molti hanno
approfittato e non in modo positivo.
Questo ha comportato un notevole esborso economico per le casse dello Stato, contribuendo ad
aumentare i debiti pubblici.
Inoltre, il Bonus 110% ha avuto alcuni effetti collaterali, tra cui un aumento dei prezzi dei materiali
e dei servizi per la ristrutturazione degli immobili, a causa della forte richiesta generata dalla misura
stessa.
Il Bonus 110% ha comportato anche alcuni vincoli e restrizioni che hanno limitato la portata della
misura stessa.
Ad esempio, la detrazione fiscale del 110% si applica solo a determinati interventi di ristrutturazione,
che devono essere eseguiti da imprese autorizzate e conformi alla normativa vigente.
Inoltre, la detrazione non è immediatamente disponibile, ma viene erogata in rate annuali per un
massimo di 10 anni, il che può rappresentare un onere per i contribuenti che hanno già speso ingenti
somme per la ristrutturazione dei propri immobili.
Infine, va sottolineato che il Bonus 110% è stato oggetto di critiche anche da parte di enti preposti
come la Corte dei Conti, che lo ha bocciato in quanto una misura non risolutiva e che ha innalzato i
debiti dello Stato (ma anche di singoli privati cittadini) e ritenuta fortemente inflazionistica. Inoltre,
la Commissione Europea ha espresso dubbi sulla compatibilità delle misure con le normative
europee in materia di aiuti di Stato, mettendo in discussione la sua sostenibilità nel lungo termine.
In sintesi, il Bonus 110% ha rappresentato una significativa opportunità per incentivare la
ristrutturazione degli immobili in Italia, ma ha comportato anche alcuni aspetti negativi, tra cui un
elevato esborso economico per lo Stato, effetti collaterali sul mercato dei materiali e dei servizi,
vincoli e restrizioni per i contributi e critiche da parte di enti preposti e della Commissione Europea.

Ma qui di seguito possiamo apprezzare articoli e resoconti delle critiche mosse al decreto e relative
motivazioni:
https://thesubmarine.it/2022/02/14/superbonus-truffe-speculazione-edilizia/
https://air.unimi.it/handle/2434/773219?mode=simple

https://www.adnkronos.com/superbonus-cgia-misura-sbilanciata-a-favore-dei-
ricchi_2JqfhjcJ6rGfCrQF72nnO4

https://www.repubblica.it/economia/2022/02/11/news/superbonus_frodi_troppo_facili_lite_tra_
draghi_e_m5s_sui_controlli-337410350/

https://www.corriere.it/economia/casa/22_febbraio_13/superbonus-truffa-intercettazioni-cosi-
milioni-euro-rubati-diventavano-panzerotti-aa57765c-8cce-11ec-ab58-6edac401c3bd.shtml

https://www.milanofinanza.it/news/superbonus-si-rischia-la-piu-grande-truffa-della-storia-d-
italia-2550032

https://www.ilfoglio.it/economia/2022/09/03/news/no-la-forte-crescita-italiana-non-e-merito-
del-superbonus-4384367/

https://www.pagellapolitica.it/articoli/fact-checking-conte-benefici-superbonus
Ora sicuramente revocare il decreto Superbonus 110 non sarà cosa di poco conto, e anche questo
avrà un costo non irrisorio; ma da quanto abbiamo potuto appurare, e leggendo tutte le analisi e
resoconti, sicuramente non era un provvedimento positivo, a dispetto di quanti si stracciano le vesti
per la sua revoca o mancato rinnovo, anche perché in politica vige l’antico motto: “Ubi maior minor
cessat”; ma comunque sia, ai posteri l’ardua sentenza.
Andrea Franchi

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