Alla sua prima riunione da segretaria con i gruppi parlamentari, Elly Schlein ha dato per scontato che “un nuovo assetto ci sarà” ma non ne ha parlato, si è concentrata sulle sfide del Pd (migranti, diritti, rapporto con le opposizioni) senza ufficializzare i prossimi capigruppo al Senato e alla Camera. I candidati sono però noti: Francesco Boccia per Palazzo Madama e Chiara Braga per Montecitorio. Malgrado mal di pancia, ultimatum e qualche riassetto interno, il partito continua sulla via dell’unità imboccata con l’elezione di Stefano Bonaccini alla presidenza: “Abbiamo dei nodi politici importanti davanti a noi” ha riconosciuto Schlein “questo è innegabile. Vorrei che provassimo a scioglierli insieme, salvaguardando fra di noi la chiarezza”. L’assemblea è durata diverse ore. Non è stata una resa dei conti, qualche puntura, semmai, ma niente più.
L’accelerata su Boccia e Braga l’ha data la nascita dell’area neoulivista: nei giorni scorsi, un gruppo di parlamentari che al Congresso ha sostenuto Bonaccini ha preso una strada diversa, indebolendo così la forza contrattuale del governatore, che era intento a cercare di ottenere almeno un capogruppo. Mentre Schlein si avvia ad archiviare il capitolo, continua a ragionare sulla segreteria, che dovrebbe arrivare all’inizio della prossima settimana, con rappresentanti un po’ di tutte le aree. Per la maggioranza che fa capo a Schlein, i nomi che circolano sono quelli dei deputati Marco Furfaro, Marco Sarracino e Alessandro Zan e dell’ex sindaca di Crema Stefania Bonaldi; per la minoranza di Bonaccini si parla del senatore Alessandro Alfieri e del sottosegretario regionale emiliano Davide Baruffi, braccio destro del governatore nelle trattive.
