PD, alta tensione per le alleanze. Schlein mette a rischio l’intesa con M5s

Sul tema alleanze rimane alta l’attenzione nel Partito Democratico, non tanto e non solo in vista delle scadenze elettorali, quanto per la necessità di costruire un’opposizione coesa contro la maggioranza che sostiene il Governo Meloni. La sensazione è che, prima delle europee, difficilmente si arriverà a stipulare un accordo con le altre forze di opposizione, men che meno con i Cinque Stelle che continuano a dare prova di voler giocare la loro partita sullo stesso campo del Pd, quello del progressismo e dell’ambientalismo. I sondaggi non aiutano il dialogo: i dem tornano sulla soglia psicologica del 20% (non accadeva da inizio settembre dello scorso anno), mentre il M5S si ferma al 15,6 per cento, con un meno 0,8 per cento rispetto alle precedenti rilevazioni. Davanti a questi numeri, c’è da immaginare che Giuseppe Conte continuerà la sua corsa sui dem, puntando a marcare le differenze con il partito di Elly Schlein piuttosto che cercare il dialogo. Intanto la segretaria è impegnata nelle ultime battute della campagna elettorale in Friuli Venezia Giulia, da una parte, e nella composizione della segreteria, dall’altra.

Non è un test probante dello stato di salute dei dem, visto che il Pd non ha schierato un proprio candidato ma sostiene l’autonomista Massimo Morettuzzo su cui convergono anche i Cinque Stelle. E comunque, interpellata sul punto, la segretaria rimarca: “Sono felice che attorno a Morettuzzo si sia costruita una coalizione ampia che prevede anche i 5 Stelle. Ci saranno anche altri scenari amministrativi in cui costruiremo alleanze di questo tipo. Ma per noi le alleanze si costruiscono su un progetto e in questo caso un progetto per il futuro della regione Friuli Venezia Giulia. In ogni posto noi ragioneremo così: non faremo alleanze a tavolino, a scatola chiusa o tra gruppi dirigenti, ma cercheremo di trovare insieme punti di convergenza che possano migliorare la qualità della vita delle persone e del pianeta”. Molte più indicazioni arriveranno dai Comuni che andranno al voto a maggio: Pd e M5S sono alleati solo in quattro capoluoghi. Il tema s’interseca con quello dei rapporti interni al partito, fra la maggioranza che sostiene Schlein e l’ala riformista che guarda a Bonaccini, l’una aperturista rispetto all’abbraccio con i Cinquestelle, l’altra scettica.

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