Il Governo cerca di gestire nel più breve tempo possibile l’emergenza in Emilia-Romagna. La premier Giorgia Meloni continua a seguire l’evoluzione della situazione da Hiroshima, dove si trova per il G7, e incassa la solidarietà del primo ministro Fumio Kishida. Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto fa sapere che, insieme alla Regione, l’esecutivo valuterà la richiesta per il Fondo di solidarietà europeo. Intanto, nel Consiglio dei ministri di martedì prossimo verrà dichiarato lo stato di calamità e si risponderà ai primi interventi come il blocco dei mutui e delle riscossioni tributarie. Il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci porterà sul tavolo la proposta di uno stanziamento di 20 milioni di euro in aggiunta ai 10 già deliberati il 4 maggio e chiederà l’estensione dello stato di emergenza anche alla provincia di Rimini, che andrà ad aggiungersi a quelle di Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì-Cesena. Saranno poi varati decreti-legge sulla ricostruzione e sulla prevenzione strutturale: “siamo una nazione non propensa alla prevenzione, ci piace ricostruire invece che prevenire e per questo dobbiamo cambiare approccio”, spiega Musumeci.
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara chiederà l’istituzione di un fondo ad hoc per far fronte ai primi interventi a favore delle scuole che si trovano nelle aree colpite dall’alluvione, anche per consentire l’agibilità agli studenti. Il Guardasigilli Carlo Nordio ha già annunciato che proporrà il rinvio delle udienze civili e penali e la sospensione dei termini per gli adempimenti contrattuali e di tutti gli atti aventi forza esecutiva. Il ministero della Cultura ha individuato quasi quattro milioni di euro da stanziare per interventi urgenti di messa in sicurezza. “Stiamo valutando la disponibilità di ulteriori risorse per inviare personale specializzato di supporto e le necessarie strumentazioni per operare nei territori colpiti e in quelli più fragili”, dichiara la sottosegretaria Lucia Borgonzoni. Il governatore Stefano Bonaccini riconosce e apprezza la vicinanza ai territori colpiti: mercoledì è arrivato il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, giovedì il Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto, oggi sarà la volta del capo della protezione civile Fabrizio Curcio.
A chi lamenta che il Cdm sarà convocato troppo tardi, risponde il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida: “In questo momento il danno è incalcolabile, lo dicono tutti”. Non è solo un modo per dire “enorme”, ribadisce, “è che non è possibile calcolarlo ora, perché l’evento è in corso. Lo potremo calcolare nei prossimi giorni, fotografando i danni emergenti per programmare degli investimenti”. Nella prima ondata di maltempo, due settimane fa, la Regione aveva stimato danni per quasi un miliardo, cifra destinata senza dubbio a crescere. Nelle prossime ore, fa sapere il governatore, sarà stilato un documento unitario con i Comuni e le province coinvolti e con le parti sociali, da condividere con il Governo per “cercare la massima unità possibile”: “Avremo bisogno di provvedimenti straordinari. Serve una rigida, severa e importante pianificazione comune perché dobbiamo fare opere che aiutino nella prevenzione del dissesto idrogeologico”.
